7 aprile: Giornata Mondiale della Salute

La Giornata Mondiale della Salute è stata istituita nel 1950 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità – l’Agenzia dell’Onu specializzata nella difesa e tutela della salute, per commemorarne la fondazione nel 1948 – ed è finalizzata alla sensibilizzazione di tutti i popoli sull’importanza del diritto alla salute. Lo scopo primario della ricorrenza – che cade il 7 aprile di ogni anno – è sensibilizzare la comunità internazionale sull’importanza del libero ed equo accesso, per tutti, a cure sanitarie di qualità.

Si tratta anche uno degli obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dall’Onu per il 2030, che mai come in questo periodo di pandemia, assume un valore importante. A tal proposito, gli operatori sanitari hanno il compito di fornire indicazioni agli amministratori per individuare ciò di cui le persone hanno bisogno in merito all’assistenza sanitaria.

In occasione della ricorrenza 2020 e, soprattutto, dell’emergenza sanitaria in atto, l’OMS ha sottolineato che gli “infermieri sono la spina dorsale di qualsiasi sistema sanitario”. I governi devono investire in una massiccia accelerazione dell’istruzione infermieristica, nella creazione di posti di lavoro infermieristici e nella leadership. Senza infermieri i paesi non possono vincere la battaglia contro i focolai, o raggiungere una copertura sanitaria universale e gli obiettivi di sviluppo sostenibile.

L’OMS ha presentato un suo rapporto sullo stato dell’infermieristica nel mondo, “un chiaro promemoria del ruolo unico che svolgono questi professionisti e un campanello d’allarme per assicurare che ottengano il sostegno di cui hanno bisogno per mantenere sano il mondo”.

Il 2020 è anche l’anno interazionale dell’infermiere, in coincidenza con i 200 anni dalla nascita di Florence Nightingale, considerata la “madre” dell’infermieristica moderna, il 12 maggio 1820. “Io uso il termine nursing come stimolo di miglioramento” scriveva Nightingale e “noi come Federazione nazionale degli ordini degli infermieri in Italia l’abbiamo presa in parola – ha detto la presidente della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI) – facendo crescere la professione, migliorandone la struttura professionale e la qualità e ridefinendone le responsabilità a vantaggio dei pazienti e del sistema del welfare che si rende garante di assistenza e orientamento alla salute per l’intera collettività nazionale”.

Secondo il rapporto OMS tra il 2013 e il 2018 il numero di infermieri nel mondo è aumentato di 4,7 milioni. Ma questo lascia ancora una carenza globale di 5,9 milioni. In Italia ne mancano almeno 53mila, soprattutto sul territorio, dove anche con Covid si stanno dimostrando le problematicità maggiori.

Per dotare il mondo della forza lavoro infermieristica di cui ha bisogno, l’OMS e i suoi partner – come è scritto nel Rapporto – raccomandano, tra l’altro, a tutti i paesi di:

Aumentare i finanziamenti per istruire e assumere più infermieri
Monitorare la mobilità e la migrazione degli infermieri e gestirla in modo responsabile ed etico
Educare e formare gli infermieri nelle competenze scientifiche, tecnologiche e sociologiche di cui hanno bisogno per guidare il progresso nell’assistenza sanitaria primaria
Migliorare le condizioni di lavoro, anche attraverso livelli di personale sicuro, salari equi e rispetto dei diritti alla salute e alla sicurezza sul lavoro
Rafforzare il ruolo degli infermieri nelle squadre di assistenza mettendo insieme diversi settori (sanità, istruzione, immigrazione, finanza e lavoro) con le parti interessate infermieristiche per il dialogo politico e la pianificazione della forza lavoro.