Bologna regina d’Italia per qualità della vita

Bologna incoronata regina d’Italia per qualità della vita.

E’ il risultato della 31esima indagine del Sole 24 Ore sul benessere nei territori, presentata il 14 dicembre.

Sul podio ci sono anche Bolzano e Trento. Cagliari guadagna ben 11 posizioni ed entra nella top ten, al nono posto. Chiude la classifica Crotone.

Se sul Nord pesa l’effetto Covid, che ha “affondato” Milano, in discesa di 11 posizioni, il Sud non riesce a recuperare.

L’obiettivo dell’edizione 2020 – che analizza 90 indicatori, per la maggior parte (circa 60) aggiornati al 2020 – è raccontare in presa diretta il differente impatto della pandemia da coronavirus sui territori.

L’impostazione conferma le 6 aree tematiche di analisi che fotografano la complessità della vita nelle province italiane. Ricchezza e consumi; demografia e salute; affari e lavoro; ambiente e servizi; giustizia e sicurezza; cultura e tempo libero.

All’interno di queste aree sono stati inseriti 25 indicatori che documentano le principali conseguenze del Covid-19 su salute, attività economiche e vita sociale.

Tra questi nuovi parametri, ad esempio, ci sono i casi Covid in rapporto alla popolazione.

Bologna guadagna ben 13 posizioni e traina un po’ tutte le province dell’Emilia Romagna.

Cinque su nove si incontrano tra le prime venti: oltre al capoluogo, Parma (8 ), Forlì Cesena (14 ), Modena (15 ) e Reggio Emilia (17).

Bologna è prima in livello di Ricchezza e Consumi, quarta in Affari e Lavoro, seconda in Ambiente e Servizi, terza in Cultura e Tempo Libero.

Di contro non brilla per Sicurezza e gestione della giustizia (106 ). E’ nella parte bassa della graduatoria nazionale per denunce di furti, estorsioni, frodi, violenze sessuali, comune denominatore di molte città universitarie con un’alta presenza di fuorisede.

Sul podio ci sono Bolzano (2 ) e Trento (3 ), habitué della top 5 della Qualità della vita, che hanno saputo tenere le posizioni anche nell’anno della pandemia, benché siano ora attese alla prova di un inverno difficile per l’economia della montagna.

Dall’indagine risulta come soprattutto il Nord della Penisola esca penalizzato dagli effetti su larga scala del virus.

Qui, infatti, si registra la diffusione più elevata del Sars-Cov-2 in rapporto alla popolazione residente.

Le province lombarde hanno segno negativo, in peggioramento rispetto allo scorso anno, ad eccezione di Sondrio e Mantova.

Colpita anche Milano – vincitrice sia nel 2018 sia nel 2019 – che perde 11 posizioni, dove pesa il crollo del Pil pro capite in base alle stime 2020, ma anche il nuovo indicatore sullo spazio abitativo medio a disposizione (con una media di 51 mq per famiglia).

La crisi penalizza le aree metropolitane più turistiche, come Venezia (33, in calo di 24 posizioni), Roma (32 , -14), Firenze (27 , -12) oppure Napoli (92, -11).

Della mancanza di turisti risentono anche le località di mare: peggiorano le province di Puglia e Sardegna (fatta eccezione per Cagliari e Foggia), Rimini (36 , perde 19 posizioni rispetto allo scorso anno), Salerno, Siracusa e Ragusa.

In controtendenza solo la Liguria, tutta in miglioramento, dove addirittura Genova (19 ) celebra con una buona performance la riapertura del viadotto sul Polcevera dopo il crollo del ponte Morandi recuperando 26 posizioni.

A registrare “scatti di crescita”, piazzandosi nella top ten, sono anche altre province di medie dimensioni come Verona (4 , +3 posizioni), Udine (6 , +10 che ottiene la sua migliore performance in Giustizia e sicurezza) e Cagliari (9 , +11, regina della categoria Demografia e salute).

I bilanci post pandemia sono ancora prematuri. Ma per il momento, pur colpendo soprattutto i territori che tradizionalmente occupano la parte più alta della graduatoria, il virus non è riuscito a trascinarli sul fondo.

Il Sud, infatti, resta fermo nella parte bassa della classifica, con i sui problemi di sempre.

Le aree metropolitane del Mezzogiorno guadagnano posizioni al capitolo Demografia e salute, proprio perché il virus ha picchiato più duro altrove, ma restano sul fondo nelle altre categorie dove pesano i divari strutturali ereditati dal passato.

Questo anno chiude la classifica Crotone, preceduta da Caltanissetta, ultima lo scorso anno.

Foto – Instagram Bologna_city