Calcio: addio a Paolo Rossi. L’ex campione del mondo 1982 muore a 64 anni

La tragica notizia della morte di Paolo Rossi, eroe della Nazionale Campione ai Mondiali del 1982, arriva dal profilo Instagram di Federica Cappelletti, moglie di Pablito.

Con una foto postata poco dopo la mezzanotte, la moglie di Rossi ricorda “per sempre” il suo Paolo, stroncato da un male incurabile a 64 anni.

Anche su Facebook Federica – che aveva sposato Paolo nel 2010 – ha ricordato il marito. “Non ci sarà mai nessuno come te, unico, speciale, dopo te il niente assoluto….”.

Paolo Rossi lascia la moglie e tre figli: Sofia Elena, Maria Vittoria e Alessandro.

Non ci sarà mai nessuno come te, unico, speciale, dopo te il niente assoluto…. ❤️

Posted by Federica Cappelletti on Wednesday, December 9, 2020

Nato a Prato, “Pablito” ha giocato con le maglie di Juventus, Vicenza, Como, Perugia, Milan, Verona.

La partita più importante, la giocò a Barcellona nella coppa del mondo in Spagna segnando ben tre gol al Brasile, nella partita decisiva per accedere in semifinale. Rossi segnò poi due gol alla Polonia e uno alla Germania nella finalissima allo stadio Bernabeu di Madrid.

Insieme a Baggio e Vieri detiene il record di gol in azzurro ai Mondiali a quota 9. Con la Juve ha vinto due scudetti, una Coppa delle coppe, una Supercoppa Uefa e una Coppa dei Campioni, con il Vicenza un campionato di serie B.

Sei mesi fa ho perso un fratello, oggi ne piango un altro. Non voglio dire altro, per me questo non è il momento di parlare“. Così, ha dichiarato all’Ansa, Antonio Cabrini, compagno di squadra di Paolo Rossi per tanti anni alla Juve e in Nazionale, nel ricordare il goleador dell’Italia Mundial.

L’ho saputo cinque minuti fa, mi dispiace tantissimo. Non so cosa dire, è stato fulmine a ciel sereno” ha detto anche Dino Zoff, appresa la notizia della scomparsa di Paolo Rossi. “Abbiamo sempre avuto un grande rapporto con Paolo, simpatico, intelligente. Era un po’ che non ci sentivamo, ci avevano detto qualcosa ma non pensavo fosse così grave. I rapporti con lui erano stupendi, era simpaticissimo. Intelligente, aveva tutto per stare bene. Qualcosa difficile da capire“.

Bandiere a mezz’asta nella sede romana della Figc e soprattutto a Coverciano, la casa della nazionale, a Firenze.

A Perugia, città della moglie Federica, l’amministrazione comunale ha diramato una nota nella quale si legge “Ognuno di noi ha di lui il ricordo della sua grandezza sui campi di calcio, soprattutto in quell’indimenticabile mondiale del 1982 che proprio Paolo Rossi contribuì a far vincere alla nostra Nazionale. Un grande calciatore, che era particolarmente legato alla nostra città. Non solo perché aveva giocato nel Perugia, nella stagione 1979/80, ma perché aveva sposato una nostra concittadina, la giornalista Federica Cappelletti.

Proprio grazie a lei Perugia ha avuto modo di conoscere e apprezzare la grande umanità di Pablito, la sua semplicità, il suo sorriso sincero. Non possiamo non ricordare la grande festa che rappresentò per la città l’inaugurazione, quasi due anni fa, della mostraPablito, Great Italian Emotions”, allestita alla Rocca Paolina, che celebrava la carriera calcistica dell’attaccante della Nazionale azzurra, dai suoi esordi fino ai successi in squadre come Juve, Lanerossi Vicenza, Milan e Verona, oltre naturalmente al Perugia.

In quell’occasione – scrive l’amministrazione – Paolo Rossi disse che Perugia era la sua casa. Oggi, tutta la città si stringe intorno a Federica e alle figlie, in un abbraccio che vuole essere attestazione di stima non solo per il grande calciatore, ma per l’uomo cordiale e umile nonostante tutto che Paolo Rossi era rimasto. L’amministrazione comunale, non appena sarà possibile, intende ricordare in maniera concreta, il legame stretto che legava Paolo Rossi a Perugia.