Caldo: con temporali su siccità sale conto danni

Sale il conto dei danni nelle campagne per effetto di violenti temporali che si abbattono su un territorio duramente provato.

Il caldo e la siccità seccano la terra, svuotano le spighe, scottano la frutta e la verdura nei campi e provocano stress negli animali nelle stalle, con il crollo della produzione di latte fino al 15%.

Emerge dal monitoraggio di Coldiretti in occasione dell’allerta gialla per il maltempo in Lombardia e Veneto con temperature da bollino rosso in molte città del centro sud.

Per l’assenza di precipitazioni in sofferenza per le alte temperature ci sono, dagli ortaggi alla frutta, dal mais alla soia, dal pomodoro ai cereali, da nord a sud.

L’ondata di caldo anomalo è stata peraltro accompagnata a macchia di leopardo da violenti temporali come a Pavia.

Qui una grandinata ha colpito i vigneti dell’Oltrepò con acini spappolati e grappoli distrutti con danni che secondo le prime stime, potrebbero arrivare fino a punte dell’80%.

La pioggia è attesa per combattere la siccità nelle campagne ma per essere di sollievo deve durare a lungo, cadere in maniera costante e non troppo intensa.

I forti temporali, invece, soprattutto con precipitazioni violente provocano danni, poiché i terreni non riescono ad assorbire l’acqua che cade violentemente e tende ad allontanarsi per scorrimento provocando frane e smottamenti. 

Nel 2021 lungo la Penisola si è verificata fino ad ora ben più di una bufera al giorno (233 in sei mesi) tra bombe d’acqua, trombe, d’aria, tempeste di fulmini e violente grandinate per un totale di eventi estremi, con danni nelle città e nelle campagne, nonostante il fatto che sia confermata la tendenza al surriscaldamento in Italia con una temperatura di 0,21 gradi superiore alla media nei primi cinque mesi secondo Isac Cnr, nel 2021.

Siamo di fronte in Italia alle conseguenze dei cambiamenti climatici con una tendenza alla tropicalizzazione e il moltiplicarsi di eventi estremi con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo.

L’effetto dei cambiamenti climatici con l’alternarsi di siccità e alluvioni non impatta solo sul turismo ma ha fatto perdere oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra cali della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne con allagamenti, frane e smottamenti.