Capodanno: Covid dimezza fatturato agriturismi

Un numero crescente di italiani sta ripensando i programmi iniziali per Capodanno.

Il trend è organizzare una vacanza di prossimità a km zero soprattutto nei piccoli borghi dove l’ospitalità e la ristorazione è garantita da 25060 agriturismi, nonostante l’emergenza Covid abbia dimezzato il fatturato (-49%) che è sceso a 802 milioni di euro nell’anno del pandemia.

E’ quanto emerge da una analisi di Coldiretti sulla base degli ultimi dati Istat sulle aziende agrituristiche in Italia che evidenziano la presenza di strutture in ben 4.979 comuni, quasi 2 su tre (63%) presenti sul territorio nazionale.

Gli agriturismi, spesso situati in zone isolate della montagna o della campagna in strutture familiari con un numero contenuto di posti letto e a tavola e con ampi spazi all’aperto, sono forse i luoghi dove è più facile garantire il rispetto delle misure di sicurezza per difendersi dal contagio fuori dalle mura domestiche.

Nonostante questo si segnalano disdette per l’ospitalità a Capodanno a causa dell’avanzare della nuova ondata della pandemia che ha coinvolto un numero crescente di famiglie che sono state costrette a rinunciare alle vacanze.

Per quanti devono rimanere a casa perché contagiati o in quarantena sono numerose e diversificate le iniziative adottate dagli agriturismi di Terranostra e Campagna Amica per garantire comunque un cenone di Capodanno a km zero nel rispetto della tradizione.

L’agriturismo è stato particolarmente colpito lo scorso anno dall’emergenza sanitaria con appena 2,2 milioni di arrivi nel 2020 (-41,3% rispetto al 2019), il numero più basso dal 2010.

La composizione degli ospiti rispetto alla nazionalità vede la prevalenza degli italiani con 1,5 milioni (poco meno di 2 milioni l’anno precedente) mentre gli stranieri sono stati poco più di 669mila (meno di 1,8 milioni nel 2019).