Coronavirus: oltre 200mila morti nel mondo. In Italia dal 4/5 “try and learn”

Mentre l’Europa si appresta a vivere la Fase 2 della pandemia di coronavirus che ha contagiato quasi tre milioni di persone e ucciso oltre 200mila pazienti nel mondo, i quattro Paesi europei più colpiti dal Covid-19 hanno registrato ieri un drastico calo del bilancio delle vittime.

Se in Italia sono stati confermati 260 decessi nelle ultime 24 ore, la Francia ha comunicato 242 vittime, mentre la Spagna ha registrato 288 morti, il bilancio più basso dallo scorso 20 marzo. In calo anche il numero dei morti nel Regno Unito, con 413 decessi, il totale giornaliero più basso nel Paese dalla fine di marzo.

Il nostro Paese, intanto si appresta alla riapertura parziale e controllata del 4 maggio. “Nella fase 2 bisogna agire secondo il criterio del “try and learn”: si fanno dei passetti avanti, si misurano gli effetti, si dà il via libera alle mosse successive” ha detto il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, intervistato da un noto quotidiano.

Un’eventuale ondata di ritorno, ha precisato, teoricamente “potremmo averla anche tra un mese, se prendiamo sotto gamba le misure”. “Quando parlavamo delle chiusure – ha aggiunto – dicevamo che ci volevano almeno 15-20 giorni per valutarne gli effetti. La stessa cosa vale quando si riapre, del resto le modalità con le quali si diffonde il virus sono sempre le stesse. Se si decidono troppe riaperture insieme e tornano ad esserci molti casi non si capisce dove si è sbagliato e bisogna richiudere tutto. Meglio procedere un pezzo alla volta, senza scordarci che siamo il Paese pilota perché in Occidente nessuno ha affrontato questi problemi prima di noi”.

Sui centri estivi, dice il presidente dell’Iss, “ad oggi non ci sono le condizioni per pensare di riaprirli quest’estate.Poi vediamo come evolvono i dati”. Gli anziani continuano ad essere “i soggetti più a rischio, specialmente se colpiti da più patologie, quindi da una parte devono evitare di contrarre il virus e dall’altra devono fare quel minimo di attività che consenta di vivere bene la vecchiaia e controllare certe malattie. Potranno fare due passi ma in modo protetto ed evitando più degli altri tutte le condizioni di aggregazione sociale. Lo so, alcuni disagi ci sono ma vale la pena affrontarli”.