Coronavirus: OMS, rischio globale ‘alto’

L’Oms ha dichiarato che il rischio globale portato dal nuovo coronavirus è “alto”. In un primo momento aveva detto che era “moderato”.

A quanto riferisce l’Afp rilanciata da siti Usa, l’Oms ha stabilito che il rischio è “molto alto in Cina e alto a livello regionale e globale”. Intanto proseguono regolarmente i controlli e il monitoraggio costante dopo la riunione della task-force del Ministero della Salute. Sono oltre 400 le telefonate ricevute finora dalla sala operativa del numero verde 1500 per avere informazioni sul coronavirus (2019-nCoV).

Finora il virus ha causato 106 morti, di cui 100 nella sola provincia di Hubei. Lo dicono gli ultimi aggiornamenti forniti dalle autorità cinesi, secondo cui i nuovi casi di contagio registrati sono stati quasi 1.300: il totale su scala mondiale con il coinvolgimento di una dozzina di Paesi (da ultimo anche la Germania) vola così oltre quota 4mila.

Soltanto nell’Hubei i casi sono stati 2.714, di cui 2.567 trattati con il ricovero ospedaliero e 47 nel frattempo dimessi dopo le relative cure. Finora sono 30 le città e le province cinesi che hanno lanciato il “livello 1” d’allerta per l’emergenza del coronavirus.

Stando a quanto riferito dalle autorità quindi la diffusione del virus sembra aver accelerato e nelle ultime 24 ore i casi di contagio sarebbero quasi raddoppiati, passando dalle 2.744 unità di lunedì alle 4.515 di oggi. Al momento ci sono quasi 7mila casi sospetti in attesa di conferma.

Intanto Pechino ha deciso il rinvio sine die dell’inizio del secondo semestre per scuole e università per contenere l’epidemia. Il ministero dell’Educazione, con gli studenti nel pieno delle vacanze del Capodanno lunare, non ha fornito ulteriori dettagli. Le università e gli istituti scolastici “sotto l’egida del ministero dell’Educazione devono rimandare l’apertura del semestre primaverile in modo adeguato”, ha spiegato il ministero in una nota.

La National Immigration Administration cinese ha invitato i cittadini a evitare i viaggi all’estero per garantire “salute e sicurezza” di cinesi e stranieri. Secondo le autorità di Pechino la riduzione dei movimenti trans-frontalieri può infatti aiutare a prevenire e controllare la diffusione della polmonite causata dal coronavirus