Coronavirus: per lo scienziato Giuseppe Remuzzi i nuovi positivi non contagiosi

“Una ricerca dimostra che si registrano casi di positività con una carica virale molto bassa, non contagiosa. Li chiamano contagi, ma sono persone positive al tampone”. E’ la riflessione dello scienziato Giuseppe Remuzzi, in un’intervista pubblicata dal Corriere.

L’Istituto superiore della Sanità e il governo – ha detto ancora – devono rendersi conto di quanto e come è cambiata la situazione da quel 20 febbraio ormai lontano. E devono comunicare di conseguenza. Altrimenti, si contribuisce, magari in modo involontario, a diffondere paura ingiustificata”.

Lo scienziato ha spiegato che è stato “condotto uno studio su 133 ricercatori del Mario Negri e 298 dipendenti della Brembo. In tutto, quaranta casi di tamponi positivi – ha spiegato Remuzzi – Ma la positività di questi tamponi emergeva solo con cicli di amplificazione molto alti, tra 34 e 38 cicli, che corrispondono a meno di diecimila copie di Rna virale. Commentare quei dati che vengono forniti ogni giorno è inutile – ha spiegato – perché si tratta di positività che non hanno ricadute nella vita reale”.

Intanto, il Servizio Nazionale della protezione civile nell’ultima nota ha sottolineato che “nell’ambito del monitoraggio sanitario relativo alla diffusione del Coronavirus sul nostro territorio, a oggi, 18 giugno, il totale delle persone che hanno contratto il virus è di 238.159, con un incremento rispetto a ieri di 333 nuovi casi. Il numero totale di attualmente positivi è di 23.101, con una decrescita di 824 assistiti rispetto a ieri. Tra gli attualmente positivi, 168 sono in cura presso le terapie intensive, con un incremento di 5 pazienti rispetto a ieri; 2.867 persone sono ricoverate con sintomi, con un decremento di 246 pazienti rispetto a ieri; 20.066 persone, pari all’87% degli attualmente positivi, sono in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi.
Rispetto a ieri i deceduti sono 66 e portano il totale a 34.514. Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 180.544, con un incremento di 1.089 persone rispetto a ieri. Nel dettaglio, i casi attualmente positivi sono 14.647 in Lombardia, 2.290 in Piemonte, 1.281 in Emilia-Romagna, 607 in Veneto, 438 in Toscana, 246 in Liguria, 997 nel Lazio, 577 nelle Marche, 242 in Campania, 306 in Puglia, 59 nella Provincia autonoma di Trento, 637 in Sicilia, 97 in Friuli Venezia Giulia, 434 in Abruzzo, 85 nella Provincia autonoma di Bolzano, 16 in Umbria, 31 in Sardegna, 6 in Valle d’Aosta, 35 in Calabria, 60 in Molise e 10 in Basilicata. La Regione Abruzzo ha effettuato un ricalcolo dei casi totali, sottraendo due errati positivo”.

Nel mondo, invece, preoccupa sempre il Brasile, secondo Paese al mondo per numero di casi, dietro agli Stati Uniti. Nelle ultime 24 ore sono stati confermati altri 22.765 casi, che portano il numero complessivo dei contagi vicino a un milione, pari a 978.142. Registrati, inoltre, altri 1.238 morti, che portano a 47.748 il totale dei decessi. Per il terzo giorno consecutivo il numero dei morti ha superato quota 1.200.

Per parte sua, l’Organizzazione Mondiale della Sanità spera che centinaia di milioni di dosi di un vaccino contro il coronavirus possano essere prodotte entro la fine del 2020, e fino a due miliardi nell’anno successivo.
La direttrice scientifica, Soumya Swaminathan, ha precisato che sono attualmente allo studio oltre 200 possibili vaccini, con dieci studi clinici già in corso. La dirigente dell’Oms nel corso di una conferenza stampa ha identificato tre gruppi di popolazione la cui vaccinazione appare prioritaria: gli operatori di prima linea, come medici e poliziotti, le persone vulnerabili, come gli anziani, e quelle che vivono in un ambiente ad elevata trasmissibilità del virus, come le case di riposo.