Coronavirus: Premier, presto per dire quando ne usciremo

E’ ancora presto per dire quando ne usciremo. Quello che ora dobbiamo fare tutti, nessuno escluso, è continuare a rispettare le regole, con pazienza, responsabilità e fiducia”. Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, mente ieri interveniva in Parlamento, faceva partire una lettera di sostegno e vicinanza ai cittadini del Nord e la indirizzava ai direttori dei quotidiani locali delle regioni più colpite dal virus — in particolare la Lombardia, il Piemonte, il Veneto e l’Emilia Romagna.

Le misure sin qui adottate su indicazione del comitato tecnico scientifico, richiedono tempo prima che possano dispiegare i loro effetti”, ribadisce Conte che cerca anche di rassicurare sul fatto che il Governo cercherà di impedire che l’epidemia possa aggravare lo stato dell’economia. “Interverremo con misure straordinarie di rilancio dell’economia – si legge ancora – utilizzeremo tutti gli strumenti utili a sostegno delle imprese, delle famiglie, dei lavoratori anche autonomi, e di tutti i settori di attività più colpiti. Affinché alla fine di questa emergenza tutta l’Italia, e con essa il Nord, motore propulsivo del Paese, possa tornare più forte di prima”.

Intanto, allargando lo sguardo, nel suo ultimo bollettino sulla pandemia la John Hopkins University riferisce che sono più di 472mila i casi di contagio da coronavirus nel mondo, con un totale di oltre 21.000 morti. I Paesi più colpiti sono, nell’ordine, Cina, Italia, Stati Uniti, Spagna, Germania, Iran, Francia, Svizzera e Regno Unito. La Cina ha registrato 67 nuovi casi di contagio nelle ultime 24 ore, tutti importati dall’estero. Per le autorità sanitarie di Pechino, per il secondo giorno consecutivo non si sono verificate infezioni sul territorio nazionale. Il totale dei casi di contagio nel Paese sale così a 81.285, mentre il numero complessivo delle vittime è di 3.287.

La pandemia sta impegnando nel mondo operatori sanitari e tutte quelle forze che garantiscono beni e servizi essenziali. Per quanto riguarda l’Italia, nella sua lettera il Premier ringrazia e plaude prima di tutto medici e infermieri “non ci sfuggono le condizioni di difficoltà in cui operano, non le abbiamo mai ignorate, e non intendiamo girare lo sguardo dall’altra parte” ed ancora “gli operai, i cassieri e le cassiere dei supermercati, gli autotrasportatori, i farmacisti, le forze dell’ordine, i vigili del fuoco“.