Covid-19: le ultime dalle istituzioni e dagli esperti

La curva dei contagi è in preoccupante risalita: abbiamo esteso l’intensa rete di protezione per dare una risposta sanitaria efficace e proteggere il nostro tessuto sociale per attutire le ripercussioni dell’improvvisa fase recessiva”. Così il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, intervenendo all’Assemblea annuale dell’ANIA.

La “congiuntura economica – ha aggiunto – è avversa nonostante il nostro sistema produttivo e finanziario stia dimostrando grande resilienza, contenendo la caduta del Pil e della disoccupazione”.

Intanto, sul fronte prettamente sanitario, dal suo osservatorio, la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa, durante una intervista televisiva evidenzia “due terzi dei nuovi contagiati contati ieri sono asintomatici e questo significa parecchio dal punto di vista della gestione del virus: sono persone che devono stare a casa dieci giorni e rispettare certe regole, ma che non aumentano la pressione sugli ospedali”.

Zampa, comunque, ridimensiona l’allarmismoil fatto che si andava verso un tremendo coprifuoco è una notizia creata dai media: nè io, nè il ministro della Salute, nè altri esponenti del governo abbiamo creduto che si dovesse andare verso il coprifuoco”.

Per la sottosegretaria “dobbiamo uscire dalla logica del lockdown e imparare la convivenza con il virus, sennò moriamo di qualche altra cosa”.

Benché i primi risultati delle misure contenute nel nuovo Dpcm saranno verificabili in almeno 6-7 giorni, c’è chi continua a descrivere scenari non ottimali. Come Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute Roberto Speranza, in un’intervista a Repubblica.

In alcune regioni ormai è troppo tardi perché fronteggiano una crescita esponenziale del contagio. Non possono più basarsi sul tracing, devono fare chiusure. Altrove però il tracciamento va potenziato: c’è la prospettiva di una terza ondata”.

Per Ricciardi nelle regioni più in difficoltà “vanno fatte chiusure mirate, con precisione chirurgica. In questa fase non ha senso muoversi a livello regionale ma metropolitano, provinciale, comunale. Non è più il momento di lockdown generalizzati. Ma i governatori devono assumersi le loro responsabilità. Ad alto rischio ora ci sono Milano e Napoli ma anche Roma, tra un po’, potrebbe essere nella stessa situazione”.

Quanto al nuovo vaccino, “non è più certo – dice l’esperto – che arriverà a dicembre, anzi: l’Ema, l’ente regolatorio europeo, ha detto che sarebbe un miracolo se lo avessimo nel 2020, tenendo conto dei tempi dell’autorizzazione, che anche se accelerata deve garantire qualità e sicurezza. Arriverà di certo ma adesso non sappiamo quando”.