Covid-19: Sileri, contrario a dati tutti i giorni, meglio trend settimanale

 “Io sono contrario a dare i dati tutti i giorni, darei il trend settimanale. In ogni caso sono dei numeri bassissimi, poi avere 170 casi un giorno e 210 un altro, la fluttuazione è minima”. Lo ha detto il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri in una intervista resa alla testata online della Università Niccolò Cusano.

“Andrebbe spiegato – ha proseguito Sileri – poi chi sono queste persone positive, sono persone sottoposte a screening, sono persone che hanno fatto il test rapido e poi il tampone? E soprattutto quant’è la carica virale? Sono malati o sono solamente dei positivi? I numeri importanti sono quelli che rappresentano l’impegno del nostro servizio sanitario nazionale.

Se ogni giorno calano i ricoverati in terapia intensiva, è lì che dobbiamo esprimere la realtà dei numeri. L’altro giorno si è scritto che sono di nuovo aumentati i morti. Bisognerebbe valutare anche chi sono coloro che sono deceduti. Ad esempio, ci sono state persone che sono state ricoverate dopo un incidente stradale e sono poi risultate positive al Covid, in quel caso non c’è nessuna correlazione tra la malattia e la causa del decesso”.

Rispetto ai ‘casi d’importazione’ il viceministro ha aggiunto: “E’ chiaro che vi sia un incremento di contagi da coloro che provengono da zone in cui il virus è meno sotto controllo rispetto al nostro Paese. Da una parte c’è il blocco dei voli, dall’altra un maggior numero dei tamponi come avviene ad esempio per i migranti che sbarcano. Siamo nella fase in cui dobbiamo evitare che si torni in uno stato di emergenza, in questo stiamo lavorando bene. L’estate ci sta aiutando, sicuramente c’è un fattore di stagionalità del virus, ma questo non vuol dire che non dobbiamo continuare ad essere cauti”.

Sulla possibilità di una seconda ondata. “Quando si parla di seconda ondata si dice che siccome il virus ancora circola tra noi ed è possibile che con il cambio della stagione il virus circolerà di più e potremmo avere un aumento del numero di contagi e di ospedalizzazioni. Noi dobbiamo tenerci pronto per poter dare una risposta, ma ad oggi nessuno può dire se la seconda ondata ci sarà o meno. Però possiamo dire che se continuiamo con le misure di precauzione e con il potenziamento del sistema sanitario, verosimilmente vi sarà un incremento di casi, ma non sarà mai così grave come nella prima fase quando il virus ci ha preso letteralmente alle spalle”.

Sul miglioramento del sistema sanitario. “Si sta lavorando con tre pilastri fondamentali: aumento dei posti in ospedale, migliorare la rete territoriale, e poi c’è la parte della terapia, con la ricerca su farmaci e vaccino. Vaccino? Io rimango realista e dico che sarà disponibile entro il primo semestre del 2021”.