E’ morto Flavio Bucci. Interpretò Ligabue

Quando un artista se ne va lascia sempre un gran vuoto. Mi dispiace molto della scomparsa dell’attore Flavio Bucci, che da anni risiedeva a Passoscuro. Tutti lo ricordano in alcuni suoi ruoli memorabili in film altrettanto indimenticabili: penso al Marchese del Grillo, accanto a Sordi, a Suspiria del maestro del terrore Dario Argento, a Il divo di Paolo Sorrentino, solo per citarne alcuni. Un grande caratterista, di quelli che hanno fatto grande la cinematografia italiana. Esprimo le condoglianze mie e dell’Amministrazione ai familiari e amici”. In un commosso post pubblicato sulla sua pagina facebook, il sindaco di Fiumicino Esterino Montino ha dato notizia della scomparsa dell’attore

Quando un artista se ne va lascia sempre un gran vuoto. Mi dispiace molto della scomparsa dell'attore Flavio Bucci, che…

Posted by Esterino Montino on Tuesday, 18 February 2020

Da quanto diffuso dalle agenzie di stampa, a trovare Bucci – che aveva 72 anni – privo di vita e riverso sul pavimento una persona che aveva accesso all’alloggio e che poi ha dato l’allarme. Inutili i soccorsi da parte del personale del 118 arrivato sul posto.

Al di là dei tanti film interpretati e delle partecipazioni alle serie tv – una su tutte Ligabue del 1977 che gli valse il Nastro d’Argento – nonché della sua vita sopra le righe e del suo cattivo carattere, chi lo conobbe bene conserva di Flavio Bucci un grande ricordo.

Su IlCorriere.it è stata riportata la lettera che Marco Tullio Giordana il 9 marzo 2018 gli inviò dopo un loro incontro a sorpresa organizzato a Torino in occasione del Glocal Film Festival. Un attestato di stima e riconoscenza che oggi – si legge – a poche ore dalla sua scomparsa, può essere reso pubblico per condividerlo con tutti coloro che abbiano apprezzato un grande attore dei nostri tempi.

Caro Flavio,
è stato bello rivederti dopo tanto tempo: bello incontrasi qui a Torino, la tua città, un po’ diventata anche la mia. Eduardo diceva che la vita degli artisti è come la pioggia che batte contro un vetro: le gocce s’incontrano, si sciolgono insieme, corrono unite per un po’ per poi magari dividersi e non incontrarsi mai più. È tanti anni che non capita d’incontrasi e mi sarebbe piaciuto tanto rivedere con te ‘Maledetti vi amerò’, il film che è stato il nostro cadere nella pioggia insieme. Io non ho ma dimenticato l’aiuto che mi hai dato. Non solo interpretando Svitol, ma addirittura mettendoci dei soldi, insieme ai tuoi colleghi Michele Placido e Stefano Satta Flores.
Quel film è stato l’inizio della mia carriera, niente sarebbe mai venuto dopo se non ci fosse stato il nostro incontro e l’avventura indimenticabile che abbiamo corso insieme. Tu eri già Flavio Bucci, avevi fatto film importanti, eri ‘qualcuno’. Io non ero nessuno, ma tu hai avuto fiducia malgrado non avessi fatto nulla e fossi del tutto privo di esperienza.
Ricordo il primo giorno di lavorazione, la prima inquadratura. Prima che ti dessi l’ ‘azione’ tu ti sei voltato verso la macchina da presa facendo un gesto con la mano. ‘Cosa fai?’ ti chiesi. ‘Saluto il film!’ mi hai risposto. Quel gesto, è stata la mia accoglienza nel mondo del cinema, il benvenuto. Non l’ho mai dimenticato, me lo porto dentro come un piccolo tesoro. Ho sempre amato il tuo lavoro a teatro e nel cinema, i tuoi personaggi capaci di esprimere difficoltà, disagio ma anche speranza e bisogno di illusioni e utopie. Sei sempre stato coerente e io sono orgoglioso di aver cominciato con te. Ti penso con ammirazione e soprattutto con riconoscenza, sentimento difficile da esprimere. Per questo colgo questa occasione per dirti davanti a tanti che ti vogliono bene: ‘Grazie, amico mio del cuore’.

Intanto, si moltiplicano i messaggi di cordoglio