Fase 2: senza 81 mln di turisti la ripartenza non decolla

A pesare sulla riapertura di negozi, ristoranti e bar è l’assenza del turismo con 81 milioni di presenze italiane e straniere perse nell’ultimo trimestre. Lo afferma la Coldiretti nel sottolineare che le difficoltà delle 7 attività commerciali su 10 che hanno deciso di riaprire non dipendono solo dalla diffidenza degli italiani.

L’impatto economico dell’azzeramento della spesa turistica nel trimestre è drammatico con una perdita stimata in quasi 20 miliardi di euro per l’alloggio, la ristorazione, il trasporto e lo shopping. A pagare il conto più salato è l’alimentare con il cibo che – sottolinea Coldiretti – è diventato la voce principale del budget delle famiglie in vacanza in Italia con circa 1/3 della spesa di italiani e stranieri destinato alla tavola per consumare pasti in ristoranti, pizzerie, trattorie o agriturismi, ma anche per cibo di strada o specialità enogastronomiche.

Le difficoltà della ripartenza nella ristorazione si ripercuotono a valanga sul sistema produttivo industriale ed agricolo, Made in Italy, dal vino alla birra, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura ma anche su salumi e formaggi di alta qualità che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco. Nell’attività di ristorazione sono coinvolte circa 330mila tra bar, mense e ristoranti lungo la Penisola dove non tutte le attività sono riprese immediatamente per avere più tempo per l’adeguamento e garantire il rispetto dei vincoli fissati.
La spesa degli italiani per pranzi, cene, aperitivi e colazioni fuori casa prima dell’emergenza coronavirus – conclude Coldiretti – era pari al 35% del totale dei consumi alimentari degli italiani.