Gigi Riva: il Cagliari Calcio scrive “è la notte più lunga della nostra storia

La camera ardente per l’ultimo saluto al nostro Gigi verrà allestita all’interno della Unipol Domus a partire dalle 14 di oggi sino alle 22. Domani, mercoledì 24, verrà riaperta dalle 7 sino alle 13“.

Fin dal ricovero di Gigi Riva in ospedale, le pagine social del Cagliari Calcio hanno accolto messaggi affettuosi, divenuti accorati alla notizia della sua scomparsa.

Rombo di tuono” infatti – come lo aveva soprannominato Gianni Brera – se n’è andato a 79 anni stroncato da un infarto, che ha colpito un corpo già affetto da malattia coronarica.

Tutto il calcio italiano piange uno dei suoi più grandi campioni, tra gli attaccanti più forti di tutti i tempi e miglior marcatore della storia della Nazionale con 35 gol, ma il Cagliari Calcio molto di più.

Grazie per averci ricordato ogni giorno quanto è bello essere Sardi – si legge ancora – Lo hai fatto con i tuoi gesti, con le tue scelte, con i tuoi silenzi. Con i tuoi meravigliosi e indimenticabili gol. È la notte più lunga della nostra storia”.

Ricoverato nel reparto di Cardiologia dell’ospedale Brotzu di Cagliari, è spirato alle 19:10 di lunedì 22 gennaio.

Da quanto si legge nelle pagine che rimbalzano da una parte all’altra dell’etere, le sue ultime parole sarebbero state di ringraziamento nei confronti dell’equipe medica che lo ha seguito fino alla fine.

Uno dei medici gli avrebbe risposto semplicemente: “No, grazie a lei”. Poche parole per ribadire che sia stato Gigi Riva, un uomo vero, sincero, corretto, prima del calciatore.

Sempre il Cagliari Calcio ci pensa a ricordarlo con le sue stesse parole:

Ci chiamavano pecorai e banditi in tutta Italia e io mi arrabbiavo. I banditi facevano i banditi per fame, perché allora c’era tanta fame, come oggi purtroppo. Il Cagliari era tutto per tutti, sarebbe stata una vigliaccata andare via. Non ho mai avuto il minimo dubbio e non mi sono mai pentito

Chissà se si è pentito di non avere almeno tentato un intervento di angioplastica – sicuramente complesso – prospettatogli fin dal ricovero, ma rifiutato, perché avrebbe voluto parlarne coi suoi familiari

I cardiologi avrebbero voluto riprovare a convincerlo, ma non c’è stato il tempo.

Mentre parlava con i medici e scherzava con la compagna, Gianna Tofanari, madre dei suoi due figli, Nicola e Mauro, infatti, è arrivato l’attacco improvviso e finale.

Gigi Riva è stato bandiera del Cagliari e della Nazionale. Con lui il club sardo conquistò lo storico Scudetto del 1970, con gli azzurri – primo calciatore cagliaritano ad essere convocato – vinse gli Europei 1968 segnando un gol decisivo per la conquista del titolo continentale nella finale con la Jugoslavia e giocò al Mondiale di Messico ’70.

Qui realizzò una doppietta nei quarti e una rete nella ‘Partita del Secolo’ con la Germania, trascinando di fatto l’Italia alla finale persa poi con il Brasile.

Nato a Leggiuno il 7 novembre del 1944, sponda del Lago Maggiore nella provincia di Varese, divenne sardo dopo avere giocato nel Cagliari dal 1963 al 1977.

Presidente onorario del Cagliari, recentemente era stato insignito dal Comune di Cagliari che aveva deciso di intitolargli lo stadio del club rossoblù al quale era stato legato per tutta la carriera.

Lo scorso 22 ottobre all’ingresso dello stadio Amsicora di Cagliari gli era stato dedicato un murale.

L’amore per la maglia azzurra lo convinse ad accettare negli anni Novanta il ruolo di dirigente accompagnatore e in seguito di Team Manager della Nazionale.

Ha partecipato a 6 edizioni della Coppa del Mondo, compresa quella vittoriosa del 2006, e a 5 Campionati Europei, diventando una figura fondamentale nello spogliatoio e un prezioso punto di riferimento per tanti calciatori.

Nel 2011 è entrato a far parte della ‘Hall of Fame del Calcio Italiano’.

Cordoglio per la scomparsa di Riva è stato espresso dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Tanti italiani, e io tra questi, apprendono l’improvvisa notizia della morte di Gigi Riva con autentico dolore.

I suoi successi sportivi, il suo carattere di grande serietà, la dignità del suo comportamento in ogni circostanza gli hanno procurato l’affetto di milioni di italiani anche tra coloro che non seguivano il calcio.

Esprimo ai familiari il mio cordoglio e un sentimento di sincera vicinanza”.