Il bello … del maltempo è vedere l’arcobaleno!

L’ondata di maltempo che si sta abbattendo sull’Italia è più sopportabile visto il moltiplicarsi dell’arcobaleno!
Un fenomeno naturale – che si verifica quando i raggi del Sole attraversando le goccioline d’acqua sospese nell’aria dopo il temporale ed appaiono come uno spettro di luce quasi continua nelle tradizionali “sette bande” colorate – capace di rendere parzialmente più accettabile lo sconforto (ed a volte anche la paura) per la pioggia.

In queste ore, da Nord a Sud è un rincorrersi di foto via social che, in molti casi, stanno diventando virali. Come a Torino, abbracciata dall’arcobaleno dopo il violento nubifragio di domenica pomeriggio, con grandine mista alla pioggia e forti raffiche di vento. Nel cielo si è stagliato un meraviglioso arco colorato, rimasto visibile a lungo, da diverse prospettive e da diverse zone immortalato da tanti con il relativo pieno di like.

In ogni caso, le curiosità sull’arcobaleno sono tante … eccone qualcuna:

– E’ più facile vedere l’arcobaleno al mattino e nel tardo pomeriggio: affinché la rifrazione avvenga correttamente, infatti, i raggi solari devono colpire le gocce d’acqua con un’inclinazione di circa 42 gradi. Se il Sole si trova a un’altezza maggiore, come in genere avviene a mezzogiorno, purtroppo ci perderemo lo spettacolo.

– L’arcobaleno è visibile anche di notte. In questo caso, però, a generare il fenomeno non è la luce solare, ma quella della Luna. Questi archi di luce si formano di rado, solo nelle notti terse in cui la luce lunare è particolarmente intensa. Ma poiché l’occhio non è in grado di identificare i colori al buio, appariranno come semplici archi bianchi (bianchi sono anche i cosiddetti arcobaleni di nebbia).

– Due persone non vedono mai lo stesso arcobaleno. Neanche assistendo allo stesso spettacolo fianco a fianco si osserverà il medesimo fenomeno. In primo luogo, perché le gocce d’acqua che lo generano sono in costante movimento; poi, perché l’arcobaleno è un arco di cerchio il cui centro si trova sulla linea ipotetica che congiunge il Sole agli occhi dell’osservatore. E gli occhi di due persone non possono occupare la stessa posizione nello stesso momento.

– Impossibile raggiungere la fine di un arcobaleno. Secondo una leggenda irlandese, alla fine di ogni arcobaleno si trova una pentola piena d’oro. Peccato che non vedremo mai l’estremità di questi archi colorati: quando ci spostiamo si sposta anche l’arcobaleno che i nostri occhi vedono, che si forma a una distanza e secondo un’angolazione specifica rispetto all’osservatore.

– Impossibile distinguere tutti i colori di un arcobaleno. Anche se la teoria “classica” prevede solo 7 colori (rosso, arancione, giallo, verde, blu, indaco e violetto) ogni arcobaleno è di fatto costituito da uno spettro continuo di colori. I nostri occhi ne potrebbero percepire circa un milione, ma tutte queste sfumature si fondono in 7 colori principali quando ne vediamo uno.

– L’arcobaleno è anche doppio, triplo e addirittura quadruplo. Sono fenomeni causati dalla doppia riflessione dei raggi rifratti dalle gocce d’acqua. Più raramente può capitare di avvistare un terzo, o un quarto (ma i casi si contano sulla punta delle dita!) arcobaleno, ma questi sono posti generalmente dallo stesso lato del Sole, pertanto è molto più difficile osservarli.

– E’ possibile far scomparire un arcobaleno! Non si capisce perché si dovrebbe farlo, ma con l’aiuto di un paio di occhiali da sole polarizzati si può. Essendo rivestiti con un sottile strato di molecole allineate verticalmente, bloccano la luce riflessa da piscine e altre superfici piatte, prevenendo il riverbero. In questo modo viene bloccata anche la luce degli arcobaleni.