ISS: impensabile lockdown lungo, decide politica ma tecnici chiedono garanzie

Non si può tenere un Paese in lockdown per più di due o tre mesi, questo è certo, ma certe decisioni di aperture spettano alla politica. Noi come tecnici vorremmo delle garanzie: un aumento dei posti di terapia intensiva, ed è stato fatto. E poi mantenere alcune norme di distanziamento sociale, i dispositivi di protezione per tutto il sistema sanitario, barriere fisiche tipo mascherine nei luoghi pubblici, sono cose basilari. E poi un maggior controllo del territorio, per l’individuazione precoce dei focolai. Serve un tracciamento dei contagi, con conseguente isolamento e quarantena”. Lo ha detto, tra l’altro, Giovanni Rezza, direttore del dipartimento di malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità, durante un’intervista radiofonica a proposito della lotta al Covid 19.

Sollecitato a delineare lo scenario ipotizzato dal 5 maggio, “credo che ci sarà una riapertura magari parziale e graduale delle attività produttive, forse di quelle commerciali, non so su quelle ricreative – ha aggiunto – A poco a poco si cercherà di smussare questo lockdown anche se il tutto andrà fatto con grande cautela stando attenti al fatto che il virus continuerà a circolare e potrebbe riemergere. Ci sono decisioni da prendere ad esempio su scala nazionale sulla mobilità delle persone. Se ci saranno ancora zone ad alta e zone a bassa incidenza la mobilità da zone ad alta incidenza verso zone a bassa incidenza potrebbe in qualche modo influenzare la diffusione del virus. Questo fattore andrà tenuto in considerazione”.

Se sarà possibile uscire dai confini regionali? – ha ribadito – Non lo so, lo deciderà la politica. Naturalmente io credo che alcune attività siano ancora difficili da attuare. Il telelavoro ad esempio è divenuto una realtà importante. Libera gli uffici e decongestiona i trasporti”.

Alla domanda se le autocertificazioni saranno necessarie nei prossimi mesi “non posso entrare in dettagli amministrativi e burocratici – ha detto – Qualsiasi forma di controllo può essere benvenuta laddove manchi l’autoresponsabilizzazione dei cittadini”.

Ridimensionata la visione di quanti ipotizzavano che il virus potesse spegnersi da solo . “Ci sono sempre degli ottimisti e anche dei sognatori – ha spiegato Rezza – No possiamo impedire alla gente di sognare ma io non credo che questo virus si spegnerà da solo. Si infetterà nel momento in cui avrà infettato tantissime persone. Neanche la Sars si è spenta da sola. Si è spenta grazie a interventi di isolamento e quarantena incredibili”. … E sui vaccini “sembra che si stiano abbreviando i tempi e che l’iter stia andando più velocemente – la risposta dell’esperto – Ci vorranno comunque mesi, sperando comunque che i vaccini che sono ora in fase di test siano sicuri ed efficaci”.

Infine, il tema vacanze. “Tutti vorremmo andare anche un po in vacanza visto che è stato un anno molto duro – ha ammesso – Bisogna vedere come sarà la situazione, dobbiamo capire come evolverà dal punto d vista epidemiologico questo virus. Spero si possano fare belle vacanze, c’è poca gente che ha programmato le vacanze, questo è un peccato, il nostro è un Paese splendido. Difficilmente ci sarà un turismo straniero, forse pochi italiani andranno all’estero e pochi stranieri verranno da noi sperando che si possa andare in vacanza. Ovviamente in modo prudente, distanziato, consapevoli che saranno delle vacanze locali”.