La Cina riapre al turismo, l’Italia lavora a piano riaperture

La Cina riapre 73 attrazioni turistiche, tra cui la Grande Muraglia, dopo mesi di chiusura per l’emergenza coronavirus. Da ieri, secondo quanto riferisce l’agenzia Xinhua, ad essere riaperti attrazioni e siti turistici all’aperto che rappresentano il 30% delle mete turistiche del Paese. L’affluenza massima verrà tenuta al 30% del totale.

Per quanto riguarda la situazione italiana, a Milano si sta pensando a doppi turni per le scuole, negozi aperti anche la sera, una riorganizzazione dei trasporti.
Il sindaco di Milano, Beppe Sala, intervistato da un noto quotidiano ha spiegato “stiamo lavorando a un piano per la riapertura che presenteremo la settimana prossima, ma per riaprire sono necessarie alcune condizioni. La prima è banale: ci venga comunicato con un certo anticipo, perché non si possono riorganizzare i servizi in 48 ore. La seconda è fondamentale: noi facciamo la nostra parte riorganizzando, per esempio, i trasporti e le metropolitane, ma se anche gli altri non fanno la loro parte diventa tutto inutile”.

“Stiamo lavorando per mettere in sicurezza il trasporto pubblico con un sistema che controlla gli ingressi nelle stazioni del metrò e li blocca quando si supera un certo numero – ha aggiunto – Sul pavimento delle carrozze disegneremo dei cerchi per garantire la distanza. Questo però ridurrà al 30% la capienza nelle ore di punta. E arriviamo al dunque: se il commercio non si mette d’ accordo sullo scaglionare gli orari dei negozi, se il ministero dell’Istruzione non regola gli orari delle lezioni, il sistema non regge. Bisogna lavorare sui tempi della città”.

Anche il sindaco di Roma, Virginia Raggi, in un’intervista radiofonica ha parlato del dopo-Covid. “Dal 4 maggio non sarà un liberi tutti – ha detto – Le parole d’ordine sono gradualità e prudenza per non ricadere nuovamente in una fase di contagio. Per la mobilità, bisogna fare una riflessione. Stando tutti a casa i dati di traffico sono crollati. Ora, nella ripresa dobbiamo evitare che le nostre città siano invase dalle auto e stiamo lavorando su alcune direttrici comuni: privilegiare il trasporto attraverso bici e monopattini. Stiamo realizzando corsie ciclabili, stiamo pensando di dedicare le controlaterali delle strade grandi alla ciclabilità. Vogliamo incentivare la mobilità dolce anche incentivando l’acquisto di bici elettriche. Dobbiamo scoraggiare il traffico privato, perché con il trasporto pubblico che dovrà limitare le presenze, rischiamo di essere invasi dalle auto. Per i mezzi pubblici, stiamo programmando dei conta-passeggeri, stiamo lavorando con le compagnie telefoniche per avere in maniera anonima dei dati di traffico e aumentare le corse sulle linee più frequentate. Le mascherine devono essere reperibili sul mercato e faccio un appello alle imprese del Lazio che si stanno riconvertendo per aiutarci a produrre mascherine nella nostra Regione”.

Per la Fase 2 secondo Raggi “le decisioni devono essere centralizzate per evitare che ci siano Regioni e città di serie b. Vanno bene ipotesi diverse per la ripartenza a seconda dell’andamento dell’epidemia nelle varie Regioni, ma sempre con un controllo centrale, affinchè non ci sia un caos. Auspichiamo più tamponi, però sul resto mi sembra ci sia una buona sinergia. Chiediamo al governo di velocizzare tutte le procedure burocratiche e bizantine che riguardano gli appalti pubblici: se noi sindaci ogni volta che dobbiamo aprire un cantiere dobbiamo fare procedure che durano mesi, se non anni, è chiaro che l’economia non riparte. Bisogna aiutare i sindaci ad aiutare. Vanno velocizzate le procedure, con un controllo a posteriori. Stiamo chiedendo al governo di regolare gli orari delle città affinchè non vi siano affollamenti e si possa attuare il distanziamento sociale”.