L’Italia fa guerra al “Prosek”

Il Prosecco italiano è buono da bere e bello da fare, come dimostrano le tantissime star che investono in vigneti e scoprono la passione per l’enologia … ma il prodotto è in pericolo!

A partire dal 23 settembre, data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale Europea della domanda di protezione della menzione tradizionale Prosek”, presentata dalla Croazia, l’Italia avrà due mesi di tempo per presentare opposizione formale e motivata a Bruxelles.

Si profila un confronto serrato tra Italia e Croazia, come ribadito dal ministro delle Politiche Agricole Stefano Patuanelli nella informativa urgente in Senato sulla tutela della denominazione di origine controllata del Prosecco.

Ma la battaglia, spiegano le associazioni di categoria, non è solo italiana, perchè una eventuale approvazione della menzione creerebbe un pericoloso precedente che potrebbe mettere a rischio l’intero sistema delle Doc Europee.

Faremo opposizione formale nei confronti della domanda croata. E lo faremo in modo adeguato e compatto, sia con l’ausilio delle strutture tecniche del Ministero sia con la pressione, l’azione e l’interlocuzione politica che eserciteremo nei confronti di Bruxelles”, ha ribadito il ministro Patuanelli in Senato.

Un eventuale riconoscimento della Menzione Tradizionale Prosek si pone in contrasto con l’articolo 33, paragrafo 2, del Regolamento UE n. 33/2019, che ammette la coesistenza tra Menzioni Tradizionali, DOP e IGP soltanto per le Menzioni Tradizionali protette anteriormente al primo agosto 2009″.

Già dai negoziati per l’adesione all’Unione europea da parte della Croazia fu avanzata dal Paese una richiesta in tal senso e, su opposizione dell’Italia, questa richiesta venne respinta: infatti, la Menzione Tradizionale Prosek non venne iscritta nel registro della Commissione UE.

Patuanelli ha anche ribadito come il termine Prosek, per la sua affinità fonetica e visiva, evochi nella mente del consumatore medio europeo proprio il Prosecco italiano. Pertanto – ha aggiunto – ritengo che non ci siano le condizioni giuridiche affinché esso possa essere registrato; se ciò avvenisse, infatti, verrebbe palesemente smentito un autorevole principio giuridico affermato dalla Corte di Giustizia europea e recentissimamente ribadito”.

Vista la pubblicazione in Gazzetta ufficiale europea, saranno quindi accelerati i lavori del tavolo tecnico sul caso Prosek istituito presso il Mipaaf, come annunciato dal sottosegretario alle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio, che ha sottolineato “bisogna fare presto, tanto più che proprio oggi è stata pubblicata la domanda di registrazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Ue”.

Positiva la reazioni delle associazioni di categoria alle rassicurazioni del ministro Patuanelli, con la consapevolezza che questa non deve essere vista come una battaglia solo italiana ma di tutte le grandi Dop e Igp europee.

Unione italiana vini (Uiv), ad esempio, si dice convinta che “gli obiettivi italiani siano gli stessi dei grandi Paesi produttori europei, perché in gioco c’è la credibilità del modello europeo di tutela dei prodotti agroalimentari”.

Per questo Uiv farà squadra con Francia, Spagna, Portogallo e Germania affinchè presentino anch’esse mozioni contrarie all’indicazione della Commissione.

Anche il Comitato dello Champagne ha già annunciato opposizione alla vicenda Prosek.

Sono oltre 620 milioni le bottiglie prodotte dalle tre Doc del Prosecco: Prosecco DOC, Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG e Asolo Prosecco DOCG.

La produzione di Prosecco abbraccia due regioni (Veneto e Friuli Venezia Giulia), nove province e tre denominazioni d’origine (Prosecco Doc, Prosecco di Conegliano Valdobbiadene Docg e Asolo Prosecco Docg).

Dei 620 milioni di bottiglie prodotte, 370 milioni sono esportate.

Complessivamente il mercato dello sparkling tricolore più famoso nel mondo vale 2 miliardi di euro di fatturato annuo di cui un miliardo all’estero (2020), l’equivalente del 16% sul totale export italiano.

Il Prosek croato, invece, è un vino dolce ottenuto da uve appassite, e dunque un vino da dessert, tradizionalmente proveniente dalla zona meridionale della Dalmazia.