Maltempo: freddo dopo settembre bollente

Il freddo si abbatte bruscamente sulla Penisola dopo un mese di settembre bollente, classificato al settimo posto tra i più caldi dal 1800 con una temperatura superiore di ben 1,73 gradi la media storica.

Emerge dall’analisi di Coldiretti su dati Isac Cnr in riferimento al brusco calo della colonnina di mercurio in Italia.

Il dato a livello nazionale è coerente con l’andamento globale, dove il mese di settembre, secondo Copernicus Climate Change Service (C3S), è risultato essere il secondo più caldo mai registrato con una temperatura superiore di 0,4 gradi alla media del periodo 1991-2020.

In Italia l’abbassamento delle temperature è stato accompagnato dall’inizio dell’autunno da precipitazioni non stop spesso accompagnate da eventi estremi.

Ad oggi sono 159 i nubifragi, grandinate, tornado e tempeste di vento al giorno che hanno colpito a macchia di leopardo lo stivale.

Un pericolo concreto in un Paese dove a causa della cementificazione e dall’abbandono sono saliti a 7252 i comuni italiani, ovvero il 91,3% del totale, che hanno parte del proprio territorio a rischio frane e alluvioni.

Siamo di fronte alle conseguenze dei cambiamenti climatici anche in Italia dove l’eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai la norma, con una tendenza alla tropicalizzazione che si manifesta con grandine di maggiori dimensioni, una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali.

Una situazione che compromette le coltivazioni nei campi con costi per oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne.

Per affrontare i danni dei cambiamenti climatici servono interventi strutturali e strumenti di gestione del rischio sempre più avanzati, efficaci e con meno burocrazia.