Maltempo: in difficoltà le campagne del Nord Italia

Centinaia di pecore e capre travolte dalla furia delle acque e affogate, serre divelte, verdure e ortaggi sepolti dal fango, alveari devastati, mucche bloccate in alpeggio, frutteti e coltivazioni distrutti, cascine isolate, campi di riso allagati, frane, strade rurali interrotte e ponti impraticabili.

E’ quanto emerge dal bilancio tracciato da Coldiretti sugli effetti dell’ondata di maltempo che ha colpito duramente le campagne del Nord Italia in Val d’Aosta, Liguria, Piemonte e Lombardia.

Si stimano oltre 300 milioni di danni all’agricoltura e all’allevamento fra strutture, macchinari, produzioni e animali.

La perturbazione si è abbattuta sulle regioni più fragili della Penisola con Piemonte e Liguria che hanno ben il 100% dei comuni con parte del territorio a rischio idrogeologico secondo l’analisi sui dati Ispra che evidenzia una percentuale di rischio è la più alta a livello nazionale dove sono 7275 i comuni complessivamente a rischio, il 91,3% del totale.

Sale il conto dei danni di un inizio autunno segnato da tempeste raddoppiate (+92%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Sono ben 127 gli eventi estremi tra nubifragi, grandinate, vento forte, tornado, bombe d’acqua secondo l’analisi Coldiretti su dati dell’European Severe Weather Database (Eswd) dal 21 settembre fino ad ora.

Siamo di fronte alle conseguenze dei cambiamenti climatici. A questa situazione non è estraneo il fatto che il territorio è stato reso più fragile dalla cementificazione e dall’abbandono. Negli ultimi 25 anni è sparito oltre ¼ della terra coltivata (-28%), con la superficie agricola utilizzabile in Italia ridotta ad appena 12,8 milioni di ettari.  Per questo – conclude Coldiretti – l’Italia deve difendere il proprio patrimonio agricolo e la propria disponibilità di terra fertile con un adeguato riconoscimento sociale, culturale ed economico del ruolo dell’attività nelle campagne.