Maltempo salva da asfissia pesci e ostriche

L’arrivo della pioggia da nord a sud del Paese dopo il caldo record e la siccità, salva anche dall’asfissia i pesci e i mitili causata dall’invasione delle alghe che sottraggono ossigeno nelle acque bollenti per la stagione autunnale anomala.

Lo afferma Coldiretti in merito agli effetti delle temperature sopra la media stagionale con l’assenza di piogge che causano la mancanza di acqua dolce per garantire il ricambio idrico.

Nella laguna di Lesina in Puglia l’assenza di piogge e le alte temperature delle acque ad esempio stanno causando la moria dei pesci, mentre nella laguna di Varano la salinità eccessiva ha inibito la fotosintesi ed il metabolismo delle ostriche che con il nutrimento che scarseggia non crescono a sufficienza,

Se le acque sono bollenti i terreni sono completamente secchi con le precipitazioni attese per effettuare le semine autunnali del grano e degli altri cereali dopo un lungo periodo di caldo e siccità che ha inaridito i terreni.

Per combattere la siccità nelle campagne la pioggia deve durare a lungo, cadere in maniera costante e non troppo intensa, mentre i forti temporali provocano danni poiché i terreni non riescono ad assorbire l’acqua che cade violentemente e tende ad allontanarsi per scorrimento provocando frane e smottamenti.

A preoccupare è anche il brusco abbassamento delle temperature in una situazione in cui il caldo anomalo ha mandato in tilt la natura con le piante che sono impreparate all’arrivo del freddo come dimostrano le fioriture fuori stagione da Nord a Sud del Paese, come in Puglia dove sono sbocciati i ciliegi mentre in Veneto fioriscono i nespoli ed anche le mimose in anticipo di 5 mesi rispetto all’8 marzo, il tradizionale appuntamento della festa della donna.

Una conferma del cambiamento climatico in atto con una tendenza alla tropicalizzazione che si manifesta con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo.

Sbalzi termici che compromettono le coltivazioni nei campi con perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne che quest’anno superano già i 6 miliardi di euro dall’inizio dell’anno, pari al 10% della produzione nazionale