Matrimoni: crack da 15 mld

Un crack da 15 miliardi di euro per i promessi sposi in Italia, con la cancellazione e il rinvio delle nozze nel 2020.

E’ quanto stima Coldiretti, dopo la marcia in abito bianco delle spose mancate davanti al palazzo di Montecitorio, in riferimento alle conseguenze della pandemia sul mondo del wedding. Sarebbero infatti circa 80mila i matrimoni sospesi nel solo primo semestre 2020.

Una crisi che ha stravolto i programmi di sposi e famiglie, azzoppando i bilanci delle aziende. Dal catering alla fotografia, dai trasporti al florovivaismo, dai viaggi all’abbigliamento, dal trucco alle acconciature, dall’immobiliare fino alla vigilanza privata.

Prima il lockdown e poi l’incertezza sulla diffusione della pandemia hanno costretto le coppie a contrattare rimborsi o voucher per riorganizzare il pronunciamento del fatidico sì.

A rischio sono oltre un milione di lavoratori diretti ed indiretti impegnati in un settore che vede l’Italia all’avanguardia a livello internazionale con un elevato numero di stranieri che sceglie proprio l’Italia per celebrare l’evento.

L’ultimo trend è quello dei matrimoni green con quasi quattro giovani su dieci (38%) che prediligono scelte sostenibili. Dalla location in campagna ai menu a chilometri zero con prodotti esclusivamente locali, dalle agribomboniere lavorate con lana di pecora o decorate con spighe, alla torta nuziale della nonna fino agli addobbi floreali con essenze locali e al ritorno delle carrozze trainate dai cavalli. La spesa media, in questi casi oscilla fra i 30 e i 60mila euro.

Oltre alle attività specializzate come abiti e accessori, che hanno pagato il prezzo più alto – conclude Coldiretti – in emergenza anche gli agriturismo con le 24mila strutture presenti nel Belpaese e il florovivaismo con 27mila imprese.