Natale: Ippolito, il virus è ancora lì. Fare attenzione

Il virus è ancora lì e si diffonde sempre allo stesso modo, è pericoloso oggi come lo era a marzo scorso e come lo sarà a marzo del 2021 se non saremo stati intelligenti durante le festività di fine anno. In Italia ci sono stati 30.000 decessi per il coronavirus da quando, a fine maggio, qualcuno disse che il virus clinicamente non esisteva più”.

Così, in una intervista al “Corriere della Sera”, Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dello Spallanzani, componente del Comitato tecnico scientifico.

I timori di oggi – continua Ippolito – sono gli stessi che noi, Cassandre inascoltate, avevamo quando a giugno-luglio si pensava di aver superato l’epidemia e si riaprivano le discoteche. Il risultato ce l’abbiamo sotto gli occhi ancora adesso. Al primo cenno di rallentamento dell’epidemia stiamo commettendo lo stesso identico errore: ma allora la storia non ci ha insegnato nulla!”.

Quanto a un ipotetico obbligo di vaccinazione, Ippolito dice: “Occorre convinzione e non costrizione. Come ho avuto modo di dire qualche giorno fa, non sono convinto delle misure obbligatorie. Ma questo non esclude che ci possano essere attività, professionali e non, per svolgere le quali sia richiesto il vaccino a tutela degli altri”.