Pandemia avanza in tutto il mondo. Onu, fermate le guerre

La pandemia sta accelerando, ci sono voluti 67 giorni per arrivare ai primi centomila contagi, 11 giorni per 200 mila e 4 giorni per trecentomila”. E’ quanto ha evidenziato nel suo punto stampa da Ginevra il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) Tedros Adhanom Ghebreyesus, mentre il numero di casi di coronavirus nel mondo sta aumentando pesantemente.

Secondo gli ultimi dati aggiornati negli Usa quasi 55mila persone sono risultate positive, mentre 784 pazienti sono morti. La Spagna tocca quasi quota 3mila decessi, con 42mila contagi, ed è la quarta nazione più colpita dalla pandemia dopo Cina, Italia e Stati Uniti. Le autorità di Tokyo, intanto, hanno rilevato oggi oltre 40 nuovi casi di contagio nella capitale nipponica, la più grande megalopoli del mondo con altre 30 milioni di abitanti. E’ l’incremento più rilevante da quando l’epidemia è sbarcata anche in Giappone.

Sempre secondo Ghebreyesus, “risolvere questo problema richiede un coordinamento politico a livello mondiale. Mi rivolgo ai leader del G20 per chiedere di lavorare insieme a rafforzare la produzione, evitare il bando dell’export e assicurare la distribuzione dei materiali protettivi”. Parallelamente, i presidenti di Francia, Emmanuel Macron, e Cina, Xi Jinping, hanno chiesto la convocazione di un G20 straordinario. Il vertice dovrebbe essere dedicato – secondo quanto diramato dalla presidenza francese – agli aspetti sanitari ed economici della crisi del Coronavirus, associando l’Oms per lavorare insieme sui trattamenti e il vaccino, e arrivare alla stabilizzazione dell’economia mondiale con misure coordinate sul piano finanziario e monetario e sostegno agli stati più vulnerabili.

Anche la voce del segretario generale dell’Onu Antonio Guterres ha levato un appello senza precedenti. “La furia del coronavirus mostra la follia della guerra. Ecco perché oggi chiedo un cessate il fuoco globale e immediato in tutti gli angoli del mondo“. La progressione coinvolge praticamente tutti i Paesi del pianeta e Guterres insiste. “È tempo di bloccare i conflitti armati e concentrarsi sulla vera lotta delle nostre vite. Alle parti in guerra dico: ritiratevi dalle ostilità”.

Senza preavviso, infatti, il mondo si è scoperto vulnerabile al nemico invisibile e geneticamente nuovo ma capace di colpire con gli echi sinistri delle antiche epidemie. Un disastro che sembra non interessare miliziani, fazioni e brandelli di Stati in guerra tra loro, dall’Africa al Medio Oriente, dove sistemi sanitari già deboli sono piombati da decenni nel caos e i tamponi per stanare il coronavirus sono un lusso per ricchi.