Pandemia: i numeri e il ‘caso’ Medio Oriente

E’ di 15.255 attualmente positivi, 190.717 guariti, 34.788 totale deceduti, 240.760 casi totali il bilancio del bollettino del 1 luglio sull’emergenza Covid-19 in Italia. Rispetto a martedì, i positivi calano di 308 unità (-1,98%), i guariti aumentano di 469 (+0,25%), mentre i deceduti in più sono 21 (+0,06%). I “nuovi” casi giornalieri sul totale sono 182 (+0,08%).

Stando all’ultimo aggiornamento della Johns Hopkins University, invece, i casi nel mondo superano i 10,5 milioni, mentre i decessi sono ad oggi 512.114. Stati Uniti e Brasile i Paesi più colpiti con, rispettivamente, 2,63 milioni di casi e 127.457 morti, e 1,4 milioni di contagi e 59.594 morti.

Intanto, cresce l’attenzione sul Medio Oriente che ha raggiunto una “soglia critica”. Qui i lockdown vengono revocati mentre gli aeroporti e le frontiere ad iniziare a riaprire. Un situazione che crea allarme nell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms).

Il direttore della regione del Mediterraneo orientale dell’Oms – che si estende dal Medio Oriente e dal Nord Africa all’Afghanistan e al Pakistan – ha dichiarato che il numero di casi nel solo giugno ha superato i quattro mesi precedenti. Quasi l’87% dei decessi nella regione è stato segnalato da soli cinque paesi: Iran, Iraq, Arabia Saudita, Egitto e Pakistan. Un minor numero di casi di coronavirus registrati in Siria e Yemen colpiti dalla crisi, ma probabilmente si deve alle difficoltà nel condurre il monitoraggio, il test e il trattamento delle infezioni.

”I nostri sistemi sanitari sono sopraffatti – ha concluso il direttore – i nostri operatori sanitari sono sfiniti, un gran numero di persone nella nostra regione sono ancora vulnerabili”.