Papa: accettare i limiti della vecchiaia, io ho il bastone

Da vecchi non possiamo fare lo stesso che facevamo da giovani, il corpo ha un altro ritmo e dobbiamo ascoltare il corpo e accettare i limiti: tutti ne abbiamo: anche io devo andare col bastone adesso…”.

Papa Francesco parla della propria difficoltà a camminare nel corso dell’udienza generale, mentre prosegue un ciclo di catechesi dedicato alla vecchiaia.

Jorge Mario Bergoglio, che ha più volte avuto un problema di sciatica, negli ultimi mesi ha accusato un acutizzarsi dei problemi di mobilità, e nelle ultime settimane, a causa di un problema “alla gamba”, come ha detto egli stesso al Regina Coeli, è dovuto ricorrere sempre più spesso ad una sedia a rotelle.

Da vecchi non si comanda più il proprio corpo”, ha detto ancora Francesco.

Bisogna imparare a scegliere cosa fare e cosa non fare. Il vigore del fisico viene meno e ci abbandona, anche se il nostro cuore non smette di desiderare. Bisogna allora imparare a purificare il desiderio: avere pazienza, scegliere cosa domandare al corpo, alla vita.

La malattia pesa, sull’anziano, in modo diverso e nuovo rispetto a quando si è giovani o adulti – ha detto ancora Francesco davanti ai fedeli presenti a piazza San Pietro – E’ come un colpo duro che si abbatte su un tempo già difficile. La malattia del vecchio sembra affrettare la morte e comunque diminuire quel tempo da vivere che già consideriamo ormai breve.

In proporzione con i giovani perché inverno demografico non fa fare figli e sono tanti anziani più dei giovani.

Anche quando si sta spegnendo, la vita sempre è preziosa. Si insinua il dubbio che non ci riprenderemo, che ‘questa volta sarà l’ultima che mi ammalo’…. E così via vengono queste idee.

Non si riesce a sognare la speranza in un futuro che appare ormai inesistente.

Un famoso scrittore italiano, Italo Calvino, notava l’amarezza dei vecchi che soffrono il perdersi delle cose d’una volta, più di quanto non godano il sopravvenire delle nuove.

Ma – ha proseguito il papa a proposito dell’episodio di Gesù che guarisce la suocera di Pietro – la scena evangelica che abbiamo ascoltato ci aiuta a sperare”.