Primo Maggio di speranza: trovano lavoro dopo corsi a scuola e da remoto

Nonostante la pandemia e nonostante il percorso scolastico proceda in modo inusuale, hanno trovato lavoro ancor prima di ottenere la qualifica professionale.
Alla vigilia del Primo Maggio, dall’Umbria arriva una bellissima storia di speranza e ripartenza che vede protagonisti due 18enni, Ahmed, arrivato dal Camerun e Donato, originario de l’Aquila.

Entrambi studenti dall’ottimo profitto dell’ultimo anno di meccanica all’istituto “Giovanni Ottavio Bufalini” di Città di Castello sono stati assunti da due aziende dell’altotevere. Uno spiraglio di normalità in tempi particolari o la dimostrazione della qualità della formazione fornita dalla scuola, che continua a seguire i ragazzi anche da remoto.

Il presidente della scuola parla di un “trend di assunzioni” molto alto, “grazie ai corsi di formazione per i ragazzi, attività centrale, ma anche i progettI CRE.S.C.O, che ad oggi hanno prodotto ben più di 50 assunzioni in un periodo che era già complicato”. Una modalità mantenutasi positiva nonostante le difficoltà che l’emergenza sanitaria Covid-19 ha determinato per scuola ed aziende, sottolinea il direttore “speriamo che queste due nuove assunzioni possano rappresentare una luce in fondo al tunnel, un messaggio positivo di riavvicinamento alla quotidianità”.

Sono 130 gli alunni che seguono le lezioni online, attive da circa metà marzo e che continueranno fino al termine delle restrizioni. Sono seguiti anche dai ragazzi del Servizio Civile, che dopo un breve periodo di sospensione delle loro attività, sono potuti tornare, da remoto, a fornire assistenza ai professori e agli alunni attraverso la presenza nelle aule virtuali.

Anche il sindaco di Città di Castello, Luciano Bacchetta, coglie la portata della vicenda “alla vigilia della Festa del Lavoro, mai come questa volta densa di significati e sentimenti particolari che vanno ad aggiungersi alle questioni strutturali e alle difficoltà che il comparto produttivo occupazionale attraversa da decenni. Ahmed e Donato, due giovani, oggi rappresentano più che mai la voglia, il desiderio di ripartire e di tornare alla normalità partendo proprio dal lavoro, colonna portante della nostra comunità. Un bel segnale!”

A margine, si tratta anche una storia di integrazione riuscita, perché Ahmed, giunto in Italia fra mille difficoltà e sofferenze ha trovato nel Centro di Formazione Professionale Bufalini una seconda famiglia ed un luogo dove poter studiare e apprendere un mestiere. Aveva cercato e trovato da solo la scuola e qui ha potuto studiare gratuitamente: si è iscritto ad un corso di qualifica professionale finanziato dalla Regione. Ha imparato il mestiere del metal-meccanico e la lingua italiana ed oggi sta concludendo il percorso per l’ottenimento della qualifica professionale e la sua vita ha preso la direzione che stava cercando.