Ripartenza: poche zone arancioni, ma quasi metà dei ristoranti non apre

Poche regioni italiane hanno ancora restrizioni, ma quasi la metà dei bar e ristoranti sono ancora chiusi.

Lo ha sottolineato Coldiretti, precisando che solo poco più di un italiano su cinque (22%), è costretto ad affrontare ancora le restrizioni nelle regioni arancioni e quelle più rigide previste per le zone rosse per il rischio Covid dove risiedono complessivamente oltre 13 milioni di persone.

Nonostante i segnali di speranza e ripresa, infatti, resta chiusa più della metà dei servizi di ristorazione situati nelle zone a rischio o privi di spazi all’aperto con effetti sull’intera filiera con 1,1 milioni di tonnellate di cibi e di vini invenduti dall’inizio della pandemia.

Limitativo per tutti è anche il coprifuoco alle 22 poichè gli agriturismi sono situati nelle aree rurali e ci vuole maggior tempo per raggiungerli dalle città.

Complessivamente nell’attività di ristorazione – conclude Coldiretti – sono coinvolte 70mila industrie alimentari e 740mila aziende agricole lungo la filiera impegnate a garantire le forniture per un totale di 3,6 milioni di posti di lavoro.

Si tratta di difendere la prima ricchezza del Paese con la filiera agroalimentare nazionale che vale 538 miliardi pari al 25% del Pil nazionale ma è anche una realtà da primato per qualità, sicurezza e varietà a livello internazionale.