Scuola: Ministro, a settembre cinema e musei se mancassero spazi

 “Se non bastassero gli spazi a settembre, lavoreremo con alcuni enti locali, come teatri, cinema e musei”. Lo ha detto, tra l’altro, il ministro della Pubblica istruzione Lucia Azzolina intervistata da un noto quotidiano.

Oltre ad intervenire sugli spazi, in mancanza dei quali il 15% dei ragazzi rischia di rimanere fuori dalla scuola, al ministro è stato chiesto quali soluzioni sono state ipotizzate per le “classi pollaio”. “Ci stiamo lavorando – ha risposto – Abbiamo inserito nell’ultimo decreto una norma che ci permette di derogare a vecchie leggi e che ci dà la possibilità di intervenire anche su questo fronte.

Per settembre non sarà possibile, temo, intervenire su tutti quei numeri, ma è mio obiettivo nei mesi successivi permettere agli studenti di non trovarsi in situazioni di questo tipo”.

Tra due mesi ciò che potrebbe non bastare al sistema scolastico italiano non sono solo gli spazi ma anche i soldi per proteggere studenti, insegnanti e operatori della scuola. Azzolina ha assicurato di avere pronto un piano per utilizzare bene i miliardi destinati all’istruzione che potrebbero arrivare in Italia attraverso il Recovery fund.

Quanto al Mes, “io – ha spiegato – sono per ragionare su cosa fare con i miliardi del Recovery fund. Ma so anche che l’Italia ha bisogno di molti miliardi per rafforzare il sistema sanitario. Io non sono ideologica. E le dico di più. Dico anche che la nostra maggioranza dovrebbe capire che abbiamo un presidente del Consiglio che merita di essere difeso. Dobbiamo fare tutto il necessario per rafforzare il governo”.

Il Ministro ha rivendicato la chiusura della scuola, a differenza di altri paesi che hanno poi riaperto gli istituti: “Lo rivendico – ha sottolineato – E’ stata una scelta giusta che ha contribuito alla sicurezza del paese. E poi le faccio notare che la questione del clima non è da sottovalutare. Lei sa cosa vorrebbe dire per gli studenti italiani fare lezione con trenta o quaranta gradi? A settembre si riaprirà. E lo faremo con responsabilità e rispetto verso la nostra scuola. Se poi mi chiede se io sia favorevole a rivedere i calendari scolastici, le dico di sì a patto che si rendano adeguate le strutture scolastiche. Ma questa è un’altra storia”.

Secondo il ministro, “i mesi di lockdown sono stati duri ma ci hanno permesso di gettare le base per fare quello che da troppo tempo l’Italia si era dimenticata di fare: innovare la scuola, digitalizzare l’istruzione, trasformare il processo di formazione egli insegnanti non in un costo per il settore ma in un investimento per il paese. E con le cifre che abbiamo stanziato, con i 180 milioni di marzo e aprile sommati alle altre risorse appena stanziate, possiamo dire che i gap tecnologici presenti fino a qualche mese fa nelle scuole italiane verranno di fatto colmati”.