Terremoto Centro Italia: terzo anniversario ma problematiche ancora aperte

Nei paesi svuotati e con il turismo in lenta ripresa si registra ancora un crollo del 70% delle vendite che sta soffocando l’economia locale, a partire dagli agricoltori e gli allevatori che sono rimasti nonostante le difficoltà. E poi ci sono i cantieri aperti, l’edilizia privata e pubblica che stenta, il rischio dello spopolamento.

Lo afferma la Coldiretti a tre anni dalla prima scossa che il 24 agosto 2016 ha devastato ampie aree del centro Italia. Nella maggior parte di queste zone è ancora lontano il ritorno alla normalità, dalle difficoltà abitative delle popolazioni locali ai problemi a far tornare i turisti, mentre si scontano i pesanti ritardi della ricostruzione. Il risultato è anche un crollo delle vendite dei prodotti locali che gli agricoltori, a prezzo di mille difficoltà, sono comunque riusciti a salvare dalla macerie garantendo la continuità produttiva e, con essa, una speranza di ripresa in un territorio a prevalente economia agricola.

Quella di Coldiretti è soltanto una delle voci che esprimono “preoccupazione” per la lenta ricostruzione e l’allontanamento del recupero di una prospettiva di normalità. Intanto, i comuni più colpiti del Lazio, Accumoli, Amatrice e Cittareale si preparano a commemorare i loro defunti. Lo faranno con il vescovo di Rieti, Domenico Pompili, questa sera, 23 agosto, a Illica di Accumoli dove alle 21:15 inizierà una “serata di pace”, dopo la mezzanotte. Dall’1:30, invece veglia di preghiera al palazzetto dello sport e processione con fiaccolata lungo Corso Umberto I, rigorosamente off limits per curiosi, giornalisti, rappresentanti politici, per volontà espressa dai familiari delle vittime, che culminerà, alle 3:36 con la lettura, scandita dai rintocchi delle campane, dei nomi di quanti hanno perso la vita. La mattina di sabato, 24 agosto, sempre il Vescovo Pompili celebrerà nel palazzetto dello sport di Amatrice alle 11:00 la santa messa, che nel pomeriggio alle 17:00 verrà officiata anche ad Accumoli ed a Cittareale.

Oltre al Lazio, anche le altre regioni del Centro Italia coinvolte, preparano le loro cerimonie, consapevoli che i riflettori vanno mantenuti sempre accesi sulle componenti socio-economiche che continuano a soffrire. E’ sempre Coldiretti a sottolineare che in difficoltà ci sono 25mila aziende agricole e stalle censite nei 131 Comuni terremotati di Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo dove c’è una significativa presenza di allevamenti con oltre 100mila animali tra mucche, pecore e maiali, e un rilevante indotto agroindustriale con caseifici, salumifici e frantoi dai quali si ottengono specialità di pregio famose in tutto il mondo.

Se la lenticchia di Castelluccio di Norcia Igp è in piena raccolta e si prevede una produzione di qualità attorno ai 3mila-4mila quintali in linea con lo scorso anno, in maggiori difficoltà si trovano altri settori con un calo ad esempio del 20% del latte per la chiusura delle stalle. Lenta ripresa anche per i 444 agriturismi che secondo le elaborazioni su dati Istat operano nell’area dei quali 42 in Abruzzo, 40 nel Lazio, 247 nelle Marche e 115 in Umbria.

(Foto – Instagram Radio Amatrice)