Vaccini: AstraZeneca rassicura UE

Dopo l’annuncio di AstraZeneca sulla riduzione delle forniture delle dosi di vaccino del 60%, nelle ultime ore l’azienda prova a rassicurare l’Unione europea e i suoi Stati membri su tempi e volumi di consegna.

Un portavoce ha confermato alla Cnn che il problema nasce dalla ridotta replicazione del virus rispetto alle aspettative nello stabilimento in Belgio, ma che non vi è alcun ritardo nella pianificazione dell’inizio delle spedizioni.

Sul vaccino, che è in attesa di approvazione all’uso d’emergenza in Europa, l’Ema, l’Agenzia europea per i medicinali, dovrebbe pronunciarsi già questa settimana.

L’Unione Europea – che attende da AstraZeneca 400 milioni di dosi per quest’anno – aveva espresso “profonda insoddisfazione” alla notizia che le consegne sarebbero arrivate dopo il primo trimestre del 2021, come originariamente previsto.

Anche la società Pfizer aveva annunciato un taglio alla distribuzione del suo vaccino.

In Italia, come annunciato dal premier Giuseppe Conte, arriveranno per il momento solo 3,6 milioni di dosi, invece degli 8 milioni inizialmente previsti.

E in attesa di AstraZeneca, che comunque non comincerà a consegnare prima del 15 febbraio, l’Italia può contare adesso su meno di 500.000 dosi a settimana.

Secondo il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri le riduzioni di dosi comunicate da Pfizer e da Astrazeneca faranno slittare di circa quattro settimane i tempi previsti per la vaccinazione per il Covid degli over 80 e di circa 6-8 settimane per il resto della popolazione”.

Da lunedì – ha aggiunto – le dosi a disposizione saranno utilizzate anzitutto per effettuare il richiamo nei tempi previsti a coloro che hanno già ricevuto la prima somministrazione, cioè soprattutto per gli operatori sanitari.

Tra due settimane, se tutto va bene, avremo un mercato con i tre vaccini: il che significa riprendere con maggior forza, completare la vaccinazione per i medici e gli infermieri e cominciare con gli over 80. Questo tipo di rallentamento coinvolge tutta l’Europa e buona parte del mondo, ma confido che il ritardo possa essere colmato più avanti”.

L’Unione europea, in ogni caso, farà rispettare i contratti alle compagnie farmaceutiche che hanno firmato per la fornitura dei vaccini.

Lo ha detto il presidente del Consiglio europeo Charles Michel intervenendo a Europe Radio 1 “abbiamo intenzione di far rispettare i contratti che hanno firmato alle compagnie farmaceutiche usando i mezzi legali a nostra disposizione”.

Michel non ha fatto riferimento a eventuali sanzioni ma ha sottolineato che l’Ue punterà sulla trasparenza sulle ragioni dei ritardi.

Fuori dall’Europa, anche gli Stati Uniti hanno la necessità di accelerare il loro piano di vaccinazione, ma gli sforzi per andare oltre l’obiettivo del presidente Biden di 100 milioni di dosi nei suoi primi 100 giorni di mandato potrebbero essere resi vani proprio dal rallentamento subito dalle forniture.

In ogni caso, però, secondo un portavoce di AstraZeneca alla Cnn forniremo decine di milioni di dosi a febbraio e marzo all’Unione europea, mentre continuiamo ad aumentare i volumi di produzione”.

Nella dichiarazione non si fa riferimento su quanto sarebbe inferiore il volume iniziale della fornitura di vaccini.