11 aprile: Giornata Nazionale del Mare

L’11 aprile ricorre la Giornata Nazionale del Mare.

Istituita nel 2017 ha l’obiettivo di portare l’attenzione su una delle risorse più importanti per l’Italia, sempre più a rischio a causa delle azioni dell’essere umano e della crisi climatica.

Sono 8 mila i chilometri di costa che quasi circondano l’Italia. Così come migliaia sono le bellezze naturali e ambientali della Penisola legate al mare.

Per questi motivi è importantissimo ribadire la necessità di conservare e proteggere questo immenso bacino idrico e valorizzare il patrimonio culturale, storico, letterario, artistico e scientifico legato al mare.

Il mare italiano, infatti, è in costante pericolo, al pari del resto del mondo, principalmente per la crisi climatica e il conseguente innalzamento delle acque.

Tra le iniziative a tutela dei nostri mari, da segnalare il progetto MedFever che riunisce ENEA come partner scientifico, l’associazione MedSharks in veste di coordinatore, l’azienda Lush e un gruppo di subacquei volontari.

Realizzata una rete di 67 sensori-termometro posizionati dai 5 a 60 metri di profondità per controllare la temperatura del mar Tirreno e monitorare l’impatto del cambiamento climatico sull’ecosistema marino e sui processi di dinamica costiera.

A meno di un anno dalla posa dei primi termometri, i profili delle temperature sono già stati pubblicati sulla piattaforma open source SeaNoe e sono a disposizione della comunità scientifica per studi di biologia, oceanografia, chimica, climatologia.

I dati e le osservazioni raccolte dai subacquei di MedFever consentiranno ai ricercatori di comprendere meglio i meccanismi alla base della sofferenza degli ecosistemi sommersi – in particolare di gorgonie, alghe coralline e madrepore arancioni – legata al surriscaldamento delle acque e alle onde di calore in mare, un fenomeno che gli scenari climatici indicano come sempre più frequente in futuro e che può influenzare in modo determinante gli ecosistemi costieri.

A livello operativo, i sensori, delle dimensioni di una scatola di fiammiferi, sono stati calibrati dai tecnici dell’ENEA per raggiungere la precisione di 0,1°C e misurano la temperatura del mare ogni 15 minuti.

Sono stati subacquei volontari di diversi centri immersione a posizionarli in 18 punti strategici: l’Isola del Giglio (Toscana), il Golfo di Napoli, Capri e Palinuro (Campania), lo Stretto di Messina, Palermo e San Vito lo Capo (Calabria e Sicilia), il Golfo di Cagliari, Capo Figari, Santa Teresa di Gallura e Isola Mortoriotto (Sardegna), Nettuno e Ponza (Lazio).

Dai risultati delle elaborazioni condotte dall’ENEA emergono indicazioni cruciali riguardo alcuni processi che regolano la variabilità ad alta frequenza delle correnti e della temperatura del mare”, sottolinea Ernesto Napolitano, oceanografo del Laboratorio modellistica climatica e impatti dell’ENEA.

MedFever è un’iniziativa partita dalla società civile che non ha precedenti nel nostro Paese: con capillarità, i ricercatori volontari hanno installato una ventina di stazioni in tutto il Tirreno dove, prima di MedFever, esistevano solo due stazioni di monitoraggio delle temperature, evidenzia Eleonora de Sabata, presidente di MedSharks e coordinatrice del progetto.

Queste misure rappresentano una base di partenza fondamentale per seguire, nel lungo termine, il riscaldamento del Mediterraneo e per monitorare lo stato di salute del nostro mare, una risorsa fondamentale per il nostro pianeta per il suo valore scientifico, culturale, ricreativo ed economico”, conclude de Sabata.

Se l’Italia dedica un giorno all’anno al mare, l’Onu ha deciso di fare di più dedicando un intero decennio – quello in corso – alla preservazione degli oceani e dei mari della Terra.

Le Nazioni Unite, dunque, hanno deciso di proclamare il Decennio del mare 2021/2030 per promuovere lo sviluppo sostenibile e l’implementazione dell’Agenda 2030 e dei 17 obiettivi che si propone di realizzare.