13 aprile: Giornata Internazionale del Bacio

Il 13 aprile è la Giornata del Bacio!

Anche se ne esistono varie, dedicate a questo gesto fondamentale di affettività, l’odierna, denominata International Kissing Day, è stata istituita per ricordare il bacio più lungo della storia.

Ad avere messo a punto il record, una coppia thailandese che nel corso di una competizione si è baciata per 46 ore 24 minuti e 9 secondi. Sempre loro si sono superati segnando un nuovo record: un altro bacio di 58 ore, 35 minuti e 58 secondi.

Nel 1990 il Regno Unito ha invece dichiarato il 6 luglio la Giornata internazionale del bacio, data che viene anche ricordata come la Giornata del bacio rubato in alcuni paesi del mondo.

Negli Stati Uniti la stessa Giornata viene festeggiata il 22 giugno di ogni anno, mentre in India viene festeggiata il 13 febbraio, ovvero il giorno precedente a San Valentino.

Ricordando le definizioni più emozionali del bacio, come “Un apostrofo rosa tra le parole t’amo” di Edmond Rostand, è innegabile che la pandemia da coronavirus ha relegato i baci nelle azioni proibite.

A soffrirne intimamente tutti, non solo le coppie, perché baciarsi rimane il modo più immediato per esprimere amore, ed anche la salute, visto che baciarsi riduce l’ansia e lo stress, abbassa la pressione sanguigna e migliora il sonno.

Visto poi che il bacio è uno dei simboli dell’adolescenza, ScuolaZoo, il media brand della Generazione Z, che sta studiando gli effetti della pandemia sui più giovani, ha sottoposto un sondaggio a tema amore a 56.000 ragazze e ragazzi tra i 14 e i 20 anni. 

Se tutti gli adolescenti di tutte le generazioni hanno avuto l’amore platonico che sognavano di baciare, la Generazione Z del 2021 ha posto al primo posto Harry Styles e Dua Lipa, seguiti da Damiano dei Maneskin e Zendaya. 

Le scuole, a dire il vero, stanno supportando il desiderio di esprimere affettività con varie iniziative. Al Liceo Cannizzaro di Palermo, ad esempio, promossa una bacheca virtuale in cui lasciare messaggi d’amore, anche anonimi, sperando che la freccia di Cupido faccia poi il suo corso.

Tornando agli altri dati del sondaggio, se il 70 % si è detto single, tra questi il 40% ha dichiarato esserlo “per scelta degli altri”. Va da sé che le limitazioni non hanno aiutato: il 57% non ha avuto un appuntamento nell’ultimo anno e il 74% non ha avuto una relazione da quando c’è il Covid.

Il motivo principale è l’impossibilità di conoscere nuove persone (45%) e pensa sia imprescindibile incontrarsi di persona (36%).

Il 19% si è detto non “interessato ad avere relazioni”, mentre il 26% che ha iniziato una nuova storia d’amore, l’ha fatto per il 64% sui social, per il 5% su app di dating.

Il 31% ha sfruttato invece le poche occasioni di socialità dal vivo, come la scuola in presenza, i viaggi consentiti durante l’estate del 2020 o … il supermercato.

Tra quanto avevano una relazione prima del lockdown il 30% è riuscito a mantenerla, il 18% non ha retto alla lontananza.

Le difficoltà incontratre sono state il non potersi vedere (50%), il non sapere cosa fare senza uscire (25%) e i problemi di privacy vista la presenza costante dei genitori (7%).