17 febbraio: la Giornata del Gatto

Non ce ne vogliano i cani, ma oggi, 17 febbraio è la Giornata del Gatto!

La ricorrenza è nata in Italia nel 1990, mentre nel mondo si festeggia invece l’8 agosto.

A dispetto di quanto comunemente si pensa, sostengono gli esperti, il gatto è un animale che va seguito con attenzione per garantirgli un completo benessere, sanitario ed anche logistico.

Infatti, prima ancora di accoglierlo in casa, è opportuno mettere l’abitazione a sua misura in modo da garantirgli un ambiente dove possa sviluppare i suoi sensi in maniera completa.

E’ tanto il materiale sui gatti … Ecco alcune leggende!

Ebbene sì, i gatti sono stati amati fin dalla notte dei tempi. Quando le antiche civiltà egizie lo adoravano perché protettore del focolare, della fecondità, della famiglia e delle donne, ma anche della guerra.

Il forte legame degli egizi con i gatti, era simboleggiato dalla raffigurazione della dea Bastet, per metà donna e metà gatto.

La concezione che associa i poteri magici dei gatti alla guarigione e all’aldilà viene confermata anche in altre leggende provenienti dall’Asia.

Qui il gatto era rispettato e considerato l’accompagnatore delle anime dopo la morte e si credeva, come narra l’antica leggenda buddhista sui gatti, che questi incarnassero l’anima pura, illuminata.

Ma le leggende sui gatti non narrano sempre di un punto di vista positivo su di loro. Dal Medioevo, infatti, poiché il gatto era considerato come un discendente delle streghe, è nata l’idea che fosse un essere malvagio e demoniaco a contatto con gli inferi, da cui era meglio tenersi alla larga.

Il tipico gatto tigrato soriano è il protagonista di una leggenda di origine religiosa che spiegherebbe il perché, questo esemplare, sul suo pelo, abbia una M disegnata sulla testa.

La versione cristiana della leggenda narra che alla nascita di Gesù Cristo, nella capanna di Betlemme, oltre il bue, l’asinello e altri animali, vi fosse una gatta incinta che, casualmente, partorì lo stesso 25 dicembre.

Dopo essersi presa cura dei suoi piccoli, la gatta fu spinta a mettersi accanto Gesù bambino per riscaldarlo e per ringraziamento la Madonna nell’accarezzarla, le lasciò questa “emme” sulla testa.

Ma la scienza cosa ci dice?

Può cibarsi di soli vegetali
Il gatto è un animale carnivoro. Stop, però, ad alimentarlo seguendo esclusivamente una dieta a base di carne cruda, perché comporta un alto rischio sanitario sia per l’animale che la assume sia per chi convive con lui. Anche optare per una dieta vegana non è una buona scelta: il gatto è un carnivoro stretto ed ha bisogno di alcuni nutrienti che non sono presenti nel mondo vegetale.”.

Non ama l’acqua
Ci sono alcuni motivi per cui il gatto non ama l’acqua, per esempio il pelo bagnato li rende più pesanti e goffi, il loro olfatto molto sviluppato non ama le profumazioni, l’acqua fredda abbassa la temperatura corporea. Non è detto però che l’esperienza del bagno non possa essere piacevole o accettabile per il gatto, si possono abituare fin da cuccioli, e ci sono addirittura gatti che amano nuotare, come il Turco Van dal pelo idrorepellente.

È un animale pigro
Secondo i comportamentalisti felini, il gatto non soffre di solitudine ma può soffrire di noia: il suo corpo atletico a un apparto sensoriale sensibile, richiedono che abbia sempre qualcosa da fare per il suo benessere psicofisico. Se per il cane servono almeno 4 passeggiate al giorno, per il gatto sono sufficienti 5 minuti di attività e stimolazione 5 volte al giorno, preferibilmente di mattina e di sera.

Non ha bisogno di cure veterinarie
Solo 1 proprietario su 4 fa visitare regolarmente il proprio gatto. È importante recarsi dal veterinario almeno 3 volte all’anno. Ma soprattutto, è bene abituarsi a costanti controlli: un controllo delle urine almeno 1 o 2 volte all’anno, sia nei gatti maschi sia femmine.

Ha 7 vite
I gatti, hanno un sesto senso molto sviluppato, oltre agli altri. Possono muoversi agevolmente nella penombra, sono ottimi cacciatori, sanno atterrare “in piedi” pure cadendo da altezze elevante, fanno salti acrobatici, sanno ritrovare la via di casa, sono molto agili e per questo, è coe se avessero 7 vite!

Il carattere dipende dal colore del mantello
I ricercatori sostengono che ci sia un legame tra il livello di melanina (che dà il colore) e quello di dopamina (che regola, tra le altre cose, la sensazione di piacere). Ogni gatto ha una personalità a sé ma i proprietari in generale riportano che i gatti chiari, i rossi e i maschi sono più tranquilli e socievoli, i tricolore (tortie) i più lunatici, i gatti scuri i più misteriosi e intraprendenti.