2 febbraio: la Candelora … è la fine dell’inverno?

Non so per voi, ma già stamattina l’aria ha un odore differente! Già, il 2 febbraio è La Candelora e dal Nord al Sud è un fiorire di espressioni popolari che hanno come filo conduttore la voglia di scrollarsi di dosso l’inverno.

Pella ‘Andelora se pioe o se gragnola dell’inverno semo fora; ma se sole o solicello semo ancor in mezzo a i’verno“, dicono in Toscana a sottolineare, però che se il mete non dovesse essere così favorevole saremmo ancora in mezzo alla brutta stagione.

In Calabria ed anche in Umbria le espressioni sono pressoché identiche: “Da Candelora ill’nvernu simu fora, ma si chiovi e ventu tira, ill’nvernu simu intra” ed ancora “A la Madonna Candelora de l’inverno semo fora, ma se piove e tira vento, de l’inverno semo dentro“.

In Emilia Romagna si lascia intendere anche quanto durerà il brutto tempo, qualora oggi dovesse piovere e tirare vento “Se piôv par Zariôla quaranta dè l’inveran in z’arnôva“.

Si rinnoverebbero ben quaranta giorni d’inverno perché il 2 febbraio è a metà strada tra il Natale e il 21 marzo, data d’ingresso della primavera.

Stesso detto anche a Milano: “A la Candelora de l’inverna semm foera, ma se pioeuv o tira vent per quaranta dì semm dent“.

Proverbi a parte, gli ultimi due detti sottolineano anche l’aspetto religioso legato alla ricorrenza della Candelora, la cui etimologia risale ai romani ed alla festum candelarum, festa delle candele.

Per i cattolici, comunque si ricorda la Purificazione di Maria Vergine e la Presentazione di Gesù al Tempio, avvenuta 40 giorni dopo la sua nascita, quindi la data che ricade dal 25 dicembre, appunto, al 2 febbraio.