8 marzo: conosci la Festa della Donna?

L’8 marzo si celebra la Festa della Donna. Ma quanto la si conosce realmente?

La ricorrenza è stata istituita nel 1977 su decisione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, per riconoscere “gli sforzi della donna in favore della pace e la necessità della loro piena e paritaria partecipazione alla vita civile e sociale”.

La scelta dell’8 marzo, inoltre, si riconduce alle conquiste sociali, politiche ed economiche che, guarda caso, erano avvenute proprio quel giorno e parte molto prima della sua istituzionalizzazione a cura dell’Onu.

Come nel 1908, a New York, quando decine di migliaia di operaie protestarono con una marcia per ottenere lavoro e paga più dignitosi, per il diritto di voto e l’abolizione del lavoro minorile.

Una protesta ricordata con lo slogan “bread and roses”: pane come simbolo di sicurezza economica e rose come qualità di vita migliore. Non a caso, la prima giornata della donna fu celebrata proprio negli Stati Uniti.

Per quanto riguarda l’Europa, in Germania e in Francia le prime grandi manifestazioni per la rivendicazione di diritti risalgono al 1914, in Italia più tardi. La giornata internazionale della donna, fu proclamata nel 1922, ma il 12 marzo.

La Giornata è anche legata alla morte, in un rogo, di oltre cento donne, il 25 marzo 1911 alla Triangle Shirtwaist Company di New York. Le vittime erano quasi tutte immigrate italiane ed ebree, rimaste nello stabilimento.

Unici superstiti i proprietari della fabbrica, che non si preoccuparono di liberare le operaie, tenute chiuse a chiave, durante il lavoro per il timore di furti o di pause troppo lunghe.

Questa tragedia portò alla riforma della legislazione del lavoro negli Stati Uniti, che assicurò più diritti alle lavoratrici; per questo una tragedia fu associata all’idea della Festa.

Nel dopoguerra la Giornata perde progressivamente la modalità legata alle condizioni di lavoro.

Nel 1946, in Italia, si occuparono dell’organizzazione un gruppo di femministe, nel 1972 a Roma partecipò anche l’attrice americana Jane Fonda e lo spirito fu quello del diritto della donna di “amministrare l’intero processo di maternità”

E le mimose? Questa è una pratica solo italiana, la cui maternità, nel 1946, risale a Rita Montagnana e Teresa Mattei, attiviste dell’Udi, l’Unione donne italiane, che già nel 1945 avevano preso l’iniziativa di celebrare l’8 marzo nelle zone d’Italia libere dal fascismo.

La scelta cadde su un fiore tipico dei primi giorni di marzo, economico e alla portata di molti, che venne preferito a garofani e anemoni.

Oggi la Festa ha le sue ombre e le sue luci. In Italia spesso viene criticata per l’evidente carattere commerciale, in altri Paesi continua ad essere molto sentita, mentre in Africa e, purtroppo, non solo, continua a conservare lo spirito delle donne in lotta.