Coronavirus e solidarietà … il contagio aumenta

Ci vorrà ancora tempo per tornare a stringersi le mani e ad ad abbracciarsi, ma l’aspetto positivo – se così si può dire – dell’emergenza sanitaria che stiamo vivendo è la riscoperta della solidarietà e della beneficenza vera.

Si stanno moltiplicando le iniziative di raccolta fondi e crowdfunding da parte di artisti, aziende, privati, a favore di ospedali e reparti di Terapia Intensiva ed anche le donazioni di sangue, passato il primo momento di sconcerto, hanno avuto un’impennata positiva grazie all’impegno nella sensibilizzazione di moltissime associazioni.

Ci si attrezza come si può, e per dire grazie a quanti in prima linea stanno combattendo questo nemico sconosciuto, come i medici e gli operatori sanitari ad esempio a Milano un ristorante come gesto di riconoscimento e di supporto in un momento drammatico ha fatto arrivare 100 paste alla Norma, 50 parmigiane e 100 cannoli all’ospedale Sacco. E’ stato solo l’inizio, perché decine di ristoratori si sono sentiti stimolati a riaprire le cucine, così da raccogliere oltre 2000 porzioni da distribuire anche ad altre strutture nel corso dei prossimi giorni. Si sono mobilitate attività di Bergamo, Cremona, Torino e Roma, come in diverse zone d’Italia.

Su questa linea, anche il supporto agli anziani soli, persone fragili, famiglia in difficoltà, strutture di accoglienza, i non autosufficienti e con disabilità con beni a lunga conservazione, beni per la prima infanzia, buoni spesa ed anche supporto psicologico.

Tra le varie modalità creative, quella della Rete Nazionale Assessori alla Gentilezza denominata “Io ti sono vicino” che ha lo scopo di rafforzare i rapporti di vicinato specie verso le persone che in questo momento ancora più fragili. Si propone di pensare se nella propria via ci sono persone sole che conoscono (con cui scambiano abitualmente un saluto) e di rendersi disponibili nei loro confronti, semplicemente lasciando loro il proprio numero di telefono, in modo tale da poter essere ricontattati all’occorrenza.

Intanto si diffondono i servizi di pronto intervento e consegne a domicilio sempre ad opera di associazioni di volontariato o di categoria che si mettono a disposizione della popolazione, in particolare dei più vulnerabili, per fare la spesa, ritirare farmaci dalle farmacie, richieste mediche ed evitare il rischio di contagio connesso con la frequentazione di posti affollati.