Cucciolo di delfino liberato dai diportisti … e mamma delfino ringrazia

Un cucciolo di delfino rimasto impigliato ad un palamito è stato liberato da un gruppo di diportisti avvicinatisi a bordo di un gommone e nel video, diventato virale, la mamma si produce in grandi salti come a voler segnalare il piccolo in difficoltà e ringraziare il gruppo corso in aiuto.

E’ accaduto al largo di Procida e, ad essere impressionati per primi sono stati gli stessi soccorritori. Nel momento in cui hanno tagliato l’amo per ridare la libertà al cucciolo, mamma delfino ha eseguito un salto spettacolare tra lo stupore del gruppo.

Secondo lo “Sportello dei Diritti” questi mammiferi sono sempre più esposti a rischi.
Uomini e cetacei, infatti, utilizzano il mare per procurarsi il cibo e possono entrare in competizione con effetti negativi sia per l’economia ittica che per gli animali; alcune specie come il tursiope, la stenella, il grampo, il capodoglio e il delfino comune, si avvicinano occasionalmente alle attrezzature da pesca, interagendo più spesso con alcune, sottraendo il pesce dalle reti, causando buchi e strappi e, a volte, possono rimanerne intrappolati come nel caso del video, dove il cucciolo è rimasto impigliato nell’amo di un palangaro per la cattura del pesce spada.

L’attrezzo più pericoloso da questo punto di vista è la rete pelagica derivante, la spadara, messa al bando dalla Commissione Europea dal 2002 e dal 2005 in tutto il Mediterraneo, ma ancora utilizzata illegalmente. Altre interazioni possono avvenire con le reti da posta fisse, più raramente con le reti a strascico, con quelle a circuizione, con le lenze e i palangari. Si stima che ogni anno muoiono nelle reti da pesca mondiali circa 300.000 esemplari di Cetacei, ben 1.000 al giorno. Nonostante il divieto dell’UE, solo nel 2005 la Guardia Costiera Italiana ha sequestrato ben 800 km di reti spadare seguiti dai 600 Km del 2006. Nel mar mediterraneo gli scienziati hanno stimato un numero di uccisioni di 8.000 cetacei all’anno negli attrezzi da pesca.