Dalla Francia la “crociata delle minigonne” e Loredana Berte’ la raccoglie

L’ondata moralizzatrice che sta scuotendo la Francia oltre alla ribellione delle studentesse, genera commenti e, per certi versi, prese di posizione anche in Italia.

Ripercorrendo i fatti d’Oltralpe, il 26 agosto due turiste che prendevano il sole a seno scoperto sono state invitate a rivestirsi  dalla Polizia a Sainte-Marie-la-Mer; lo scorso venerdì, una 22enne è stata respinta all’ingresso del Museo d’Orsay a Parigi perché indossava un abito troppo scollato e qualche settimana prima ad un’altra ragazza era stato impedito l’ingresso in un supermercato a Six-Fours-les-Plages, perché ritenuta dalla sicurezza poco vestita.

Fatti che hanno scatenato la protesta delle ragazze francesi, che alla riapertura della scuola si sono presentate in minigonna, con l’ombelico in vista o le braccia scoperte. A nulla è valso il tentativo del ministro dell’Istruzione Jean-Michel Blanquer di essere distensivo affermando “basta vestirsi normalmente e andrà tutto bene“.

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In Italia, ad intervenire – anche se non esplicitamente – nel clima è Loredana Bertè. In un post pubblicato su Instagram ha ribadito la sua filosofia:l’abbigliamento è un messaggio.

Quando andavo al liceo arrivavo con la minigonna e 2 pennelli in tasca – ha scritto Loredana – quando giravo in bici le auto si tamponavano perché gli autisti si giravano a guardarmi. All’epoca la minigonna era considerata scandalosa ma io – la conclusione merita le lettere maiuscolene ho fatto la mia DIVISA DI EMANCIPAZIONE FEMMINILE. Ognuno è libero di vestirsi come vuole, essere chi crede ed amare chi sceglie di amare. Grazie Mary Quant

I suoi followers hanno approvato e sono stati tantissimi i messaggi, i cuori, i pollici blu all’insù.