Elisir di lunga vita? i poligami battono i monogami

Secondo uno studio condotto dall’Università di Sheffield (Regno Unito), i poligami hanno una vita media più lunga del 12% rispetto ai monogami.

Il campione ha preso in considerazione uomini fino ad oltre 60 anni provenienti da 140 paesi. I risultati hanno portato alla conclusione che avere più di una moglie e molti figli in età avanzata spingerebbe gli uomini a curarsi di più e a vivere in modo più sano, oltre al fatto che, dal punto di vista genetico, la spinta evoluzionistica potrebbe aver selezionato, nei Paesi dove si pratica la poligamia, uomini più longevi. La ricerca prosegue evidenziando che, a differenza dei monogami, rimangono vedovi sono meno soli, perché avranno sempre almeno una donna che si curerà di loro.

Un articolo pubblicato su un noto quotidiano afferma che non è un elogio alla poligamia, un reato disciplinato dal Codice Penale (art. 556), ma l’occasione per parlare di una pratica legale persino negli Stati Uniti, dove i Mormoni possono avere più mogli. Molto meno diffusa invece è la poliandria, forma di matrimonio di una donna con più uomini, consentita in alcune regioni dell’India sud-occidentale, del Tibet, del Nepal e in altre aree del continente asiatico (culture dove la società si basa su una discendenza matrilineare).

Inoltre, mentre nella poliandria le donne non possono rivendicare particolari diritti sugli uomini, nella poliginia gli uomini hanno pieni diritti sulle proprie mogli. La poliandria, insomma, non è una libera scelta, semmai una soluzione accettata culturalmente per risolvere i problemi demografici e garantire un equilibrio sociale.

Il risvolto della medaglia è che poligamia e poliandria sono comunque umilianti nei confronti degli individui. Se ne è detta convinta Marinella Cozzolino, psicoterapeuta e sessuologa di Napoli, “l’amore si differenzia dall’amicizia per due fattori: la condivisione della sfera sessuale e l’esclusività. Possiamo avere tanti amici, ma dobbiamo essere unici per chi ci ama. Non è importante quanto duri una storia ma che, anche solo per una notte, ci veda protagonisti assoluti. Il fatto che chi dovrebbe amarci abbia anche altre donne o uomini ci depriva del bene prezioso dell’unicità, dell’esclusività facendoci sentire ‘non abbastanza’. Questo per quanto riguarda l’aspetto psicologico. Poi c’è una questione religiosa per cui molti disdegnano una situazione peccaminosa come la poligamia e una questione sociale che però sta perdendo valore. Essere poligami o poliamorosi sta diventando una questione sempre più socialmente riconosciuta”.

In un’epoca in cui il matrimonio è fondato sul tradimento – sottolinea ancora la dottoressa – “ai poliamorosi non si può che riconoscere l’onestà intellettuale e il profondissimo senso di dignità”.