Epifania: paese che vai, Befana che trovi!

Il 6 gennaio. giorno dell’Epifania, arriva la Befana!

Anche nell’anno del Covid, questa tradizione tutta italiana, celebra la coda delle festività natalizie. Non a caso, nei detti popolari torna il passaggio “Arriva l’Epifania che tutte le feste porta via“.

Ad essere commemorato il 12 ° giorno dal Natale quando i tre Re Magi arrivarono alla mangiatoia portando i doni per Gesù Bambino.

La leggenda narra che la notte prima che i tre Re Magi arrivassero alla mangiatoia si fermarono presso la capanna di una vecchia donna a chiedere indicazioni.

La invitarono a farsi avanti ed unirsi a loro, ma lei rispose che era troppo occupata. Anche un pastore le chiese di unirsi, ma ancora una volta lei rifiutò.

Nella notte, però, vide una grande luce nel cielo e decise di unirsi ai Re Magi e ai pastori per portare doni a Gesù Bambino. Sfortuna volle che la vecchia Befana si perse nella notte.

Per questo motivo ogni anno vola in giro sulla sua scopa, nella notte del 5 gennaio, portando doni ai bambini nella speranza di poter ritrovare Gesù Bambino.

La chiesa, comunque, non ha mai accettato questa visione, bandendola irrimediabilmente.

Eppure, a livello popolare, in Italia i bambini continuano ad appendere le calze vuote fuori dalla porta o vicino alle finestre in attesa che la Befana arrivi e le riempia di dolciumi e frutta. Solo se ci si è comportati bene, altrimenti si trova il carbone!

Anche se la Befana come figura folkloristica è tipica di alcune regioni d’Italia, si è poi trasferita in tutta la penisola.

Come nella canzone a lei dedicata “La befana vien di notte, con le calze tutte rotte…” viene rappresentata vestita con un gonna larga e lunga, un cappello mal ridotto e ciabatte rotte ai piedi.

Il suo aspetto non è dei più curati, ma con i meritevoli sa assere molto generosa.

L’attesa della Befana, molto sentita un tempo, sembra stia scomparendo almeno in parte, anche perché in commercio sono presenti calze preconfezionate, già piene di dolci e giocattoli.

Se però la tradizione della calza rimane la stessa in tutta la penisola, ogni regione negli anni ha sviluppato le sue tradizioni ”befanesche”.

Ecco un elenco che, nell’anno in cui tutto è vietato, esprime tutto il desiderio di recuperare la normalità

A Venezia si svolge la caratteristica Regata della Befana. 50 tra uomini e donne vestiti da befana si sfidano a colpi di remi nel Canal Grande. Vincitore colui che per primo taglia il traguardo, costituito da una lunghissima calza appesa sul Ponte di Rialto.

Poco lontano da Venezia, spostandosi verso il friuli, ecco una lunga serie di falò. I cosiddetti Panevin sono dei falò propiziatori su cui si usa bruciare la vecchia o la befana. La direzione del fumo descrive l’andamento fortunato o meno dell’anno.

A Roma è tornata negli anni la sfilata in costume che parte da Castel Sant’Angelo e arriva fino in Piazza san Pietro. In piazza Navona nel frattempo i bambini si divertono sulle giostre o alle bancarelle di dolci.

A Napoli invece caratteristica la sfilata sul lungomare Caracciolo. Carri e personaggi vestiti a festa sfilano lasciandosi alle spalle un panorama mozzafiato. In piazza Plebiscito invece la Befana dei Vigili del Fuoco di Napoli si cala dal cielo e distribuisce dolci ai i bambini.

Peccato farne a meno nel 2021! Intanto, per compensare in parte, il web propone le frasi augurali declinate sull’attualità:

Quest’anno ci sono nuovi incentivi per chi acquista un nuovo veicolo elettrico. Approfittane per rottamare la tua vecchia scopa“. “Chissà quest’anno cosa mi porti: carbone, caramelle o dolcetti? Non importa, ti vorrò bene comunque. Tanti auguri mia Befana! (Se ce l’hai accetto anche il vaccino)”. “Alcuni consigli per stasera: 1) Copriti bene, farà freddo 2) Occhio alla nebbia e al traffico aereo 3) Allaccia le cinture anche se sei su una scopa! 4) Non scordare l’auto certificazione. Auguri!

Foto – dal web