Eugenio Montale nasceva 125 anni fa e Google lo celebra

Un doodle che raffigura Eugenio Montale mentre scrive immerso nel paesaggio delle sue amate Cinque Terre in Liguria.

E’ la modalità scelta da Google per celebrare, martedì 12 ottobre, il 125esimo anniversario della nascita del poeta che riconobbe proprio al poeta il compito dell’analisi e della comprensione del presente.

Seppe inoltre descrivere la condizione umana tra paure, desideri e attese, facendosi interprete degli eventi più drammatici e dolorosi del secolo scorso.

Nato in una famiglia borghese, dopo avere rinunciato a lavorare nell’azienda di famiglia e gli studi letterari da autodidatta, venne arruolato nel 1917 per la Prima guerra mondiale e, tornato a Genova, pubblicò le prime poesie.

Scritti che confluirono in Ossi di seppia, una delle sue raccolte di poesie più apprezzate e citate. Già si delinea la volontà dell’autore di andare oltre l’apparenza, partendo dalla quotidianità.

Ad esemplificarlo i versi “Spesso il male di vivere ho incontrato“, nei quali dà voce ad un disagio esistenziale che vuole comunque essere superato. A colpire, lo stile duro e asciutto, in aperta antitesi alla modalità espressiva di D’Annunzio.

Prese le distanze dal fascismo, si trasferì a Firenze nel 1927 dove conobbe altri letterati come me Elio Vittorini, Salvatore Quasimodo e Carlo Emilio Gadda e, soprattutto, la studiosa statunitense Irma Brandeis, con la quale ebbe una relazione e che fu ispirazione di numerose poesie.

Durante la Seconda guerra mondiale, Montale fu richiamato al servizio militare per un paio di anni. Nel 1943, circa un anno dopo il congedo, pubblicò la nuova raccolta Finisterre, questa volta in Svizzera per superare le censure imposte in Italia.

In quel periodo dovette affrontare la morte della madre, della sorella e la perdita di Irma Brandeis, che aveva deciso di tornare negli Stati Uniti. Alla fine della Seconda guerra mondiale, si trasferì a Milano dove avviò una collaborazione con il Corriere della Sera.

Nel 1956 pubblicò La bufera e altro e, a partire dagli anni Sessanta, ricevette numerosi riconoscimenti in Italia e all’estero, fino al conferimento del Premio Nobel per la Letteratura nel 1975 per la sua poetica distinta che, con grande sensibilità artistica, ha interpretato i valori umani sotto il simbolo di una visione della vita priva di illusioni“.

Fu il quinto italiano a riceverlo dopo Giosuè Carducci, Grazia Deledda, Luigi Pirandello e Salvatore Quasimodo.

Morì il 12 settembre 1981 in una clinica di Milano, un mese prima di compiere 85 anni.