I fiori nel piatto sono l’ultima frontiera gourmet

Fiori da mangiare, sono l’ultima trovata per rendere anche i piatti più semplici, chic e gourmet.

Come accade per le verdure, anche i fiori edibili hanno una loro stagionalità, dalle primule alle violette, passando dai nasturzi alle calendule.

In ogni caso, sono tanti gli chef che hanno dato vita a degustazioni floreali, ideando ricette di alto impatto estetico per stimolare la fantasia dei consumatori.   

A differenza di quanto si potrebbe pensare, soltanto alcuni fiori sono dolci, la maggior parte, invece, hanno sapori aciduli, amari, sapidi, perfino frizzanti … anche con un vago retrogusto di aglio.

Altro che metterli nei vasi! Possono essere perfetti per un ventaglio di tutti i piatti!

Ulteriore peculiarità non da poco è che il fiore che si mangia “racchiude tutti gli stimoli che i nostri 5 sensi possono percepire. Bellezza, sapore, profumo, texture e croccantezza” dice l’autrice di un progetto italo-francese, denominato Crea, per sviluppare su larga scala questa filiera.

Attualmente la struttura produttiva media è costituita da piccole aziende dedite a questa coltivazione 0,59 ettari in Italia e 0,48 ettari in Francia.

Eppure il numero delle aziende è notevolmente aumentato negli ultimi 5 anni, a conferma di un incremento delle richieste di un mercato molto promettente che però sta crescendo senza un preciso orientamento.

Per capire come sviluppare il comparto, il progetto Crea ha coinvolto anche 40 chef italiani e francesi e food blogger, secondo i quali le specie di fiori più utilizzate sono Borragine, Viola, Nasturzio e Begonia.

I fattori che limitano il loro impiego nel mercato e in particolare nella ristorazione sono la deperibilità e la reperibilità del prodotto; e questo si riflette anche nella necessità di conservare il prodotto.

I fiori eduli, inoltre, sono poverissimi di grassi e ricchi di sostanze nutritive come minerali, proteine e vitamine A e C; molti vantano un elevato contenuto di antiossidanti dovuto al contenuto di flavonoidi e carotenoidi, le molecole che ne determinano il colore.

Per i loro contenuti nutrizionali sono un ideale complemento alle diete vegetariane, vegane e crudiste. Tra l’altro non contengono allergeni e vengono coltivati in modo biologico a garanzia della salubrità.