Il comportamento dei cani cambia per comunicare meglio con gli umani

I cani sono particolarmente sensibili alle emozioni umane, questo si sa, ma secondo uno studio pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences of the USA, il comportamento dei nostri amici a 4 zampe è cambiato per comunicare meglio con gli esseri umani.

La ricerca, condotta dagli scienziati dell’Università di Portsmouth, in Inghilterra, ha messo in evidenza che nel corso degli anni, l’addomesticamento dei cani ha fatto sì che le loro caratteristiche comportamentali e anatomiche siano cambiate. Sembra incredibile, invece è possibile perché i cani sono stati addomesticati oltre 33.000 anni fa e il più notevole degli adattamenti comportamentali dovuti all’evoluzione e all’addomesticamento è proprio la loro capacità di capire e usare la comunicazione umana come molti altri animali non riescono a fare. Dunque il cervello canino reagisce riuscendo ad esprimersi nello stesso modo come il cervello umano.

Per questo le immagini che stanno facendo il giro del web acquistano una portata ulteriore. In una piccola fossa, giace senza vita un piccolo cane. Altri cagnolini spostano delicatamente la terra e ricoprono il corpo immobile. Un gesto toccante che mostra un lato molto umano dei cani e che, alla luce della ricerca, s’incardinerebbe nei secoli di convivenza accanto agli umani.

Eppure, c’è anche chi sostiene che umanizzare un animale significa andare contro la sua natura e superare un limite che consente una convivenza sana e corretta. Una posizione che vede concorde Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, per il quale l’uomo non ha bisogno di umanizzare i cani. “Sono esseri viventi meravigliosi – dice – da cui poter imparare, ma che restano sempre animali. E il modo migliore per rispettarli è trattarli come tali”.