La sindrome da “accento straniero” … è inusuale, ma esiste!

Un 50enne italiano colpito circa tre anni fa da ictus all’emisfero cerebrale destro, supera la degenza, non ha deficit cognitivi permanenti, ma parla con un accento straniero. È la Sindrome da accento straniero.

In tutta la letteratura medica, dal 1800 a oggi, su 115 casi si contano 112 pazienti con lesione all’emisfero cerebrale sinistro e solo 3 persone colpite da ictus all’emisfero cerebrale destro con sindrome da accento straniero al risveglio. Il caso studiato da un team universitario padovano-bergamasco è uno dei rarissimi tre e il primo in Italia.

Il team guidato da Konstantinos Priftis del Dipartimento di Psicologia Generale dell’Università di Padova ha studiato il paziente per tre anni. Guarito da un punto di vista clinico, aveva acquisito un accento e cadenza di origine slava, sebbene non avesse mai soggiornato in paesi di quell’area geografica.

Dopo l’ictus, aveva conservato la lingua madre italiana, ma con un accento riconosciuto dalla maggior parte di familiari e clinici come slavo. La cosa sorprendente nel caso italiano – ha sottolineato il team – è che le altre funzioni cerebrali, inclusi i restanti aspetti del linguaggio, erano intatte.

Il cervelletto è una parte dell’encefalo necessaria per la coordinazione dei movimenti – inclusi quelli della bocca utili per parlare – e potrebbe, secondo alcune teorie, essere coinvolto nella sindrome. Cambiare accento implica impostare lingua, mandibole, labbra, laringe e faringe in modo diverso. “Nel nostro studio abbiamo dimostrato per la prima volta – afferma il team – che una lesione silente al cervelletto genera la sindrome da accento straniero anche in seguito a una lesione emisferica destra”.

Il deficit di linguaggio che insorge dopo un ictus è per il 95% dovuto a lesioni dell’emisfero sinistro e solo nel 5% in quello destro.

Nonostante, però, un primo sconcerto generato tra familiari, amici e conoscenti, la vita del 50enne scorre perfettamente normale!