Lapo Elkann, non voglio essere quello che piace agli altri, ma una persona vera e onesta

Mi piacerebbe essere meno imprenditore e più benefattore, concentrare la mia creatività e la mia energia nell’esportare la solidarietà e la bellezza del nostro Paese nel mondo”

Così Lapo Elkann parla in un’intervista esclusiva a Grazia, nel numero in edicola questa settimana.

“Quando leggo titoli come quello del quotidiano economico Financial Times, che associa tutto il Paese alla malavita – aggiunge l’imprenditore – sono molto triste perché noi italiani siamo un popolo forte con una storia importante, che pecca di divisionismo. Se avessimo un progetto unitario al posto di un pensiero regionale e frammentato, forse, potremmo essere maggiormente riconosciuti nel mondo”.

Lapo ha passato la quarantena in Portogallo con la nuova fidanzata, l’ex pilota di rally Joana Lemos.

Alla domanda se questa pandemia l’abbia cambiato, risponde “questo periodo di isolamento mi fatto meditare sulla vita, sui valori e sulle frequentazioni. Ho selezionato gli amici, ho eliminato le persone negative che mi hanno tolto energia positiva. Ho ridotto le necessità, separandomi da molti oggetti materiali, perché ho capito che, per vivere bene sono necessari affetti veri e le cose essenziali”.

A proposito di che cosa lo preoccupa “la pandemia ha accentuato i nazionalismi – sottolinea – e ha accresciuto il razzismo e l’intolleranza, nonostante la malattia abbia colpito persone di ogni ceto e razza”.

Sarebbe bello che questo momento di incertezza – la riflessione di Lapo – fosse un’opportunità per cambiare il nostro approccio alla vita in un modo più positivo e disposto ad aiutare il prossimo. Cosa che è già successa sui social, dove tutto quello che era ostentazione non è più un valore. Purtroppo, in questo momento non ci sono personaggi che fanno sognare: non ci sono un Nelson Mandela o un Gandhi, ci sono solo politici».

Sulle pagine del magazine diretto da Silvia Grilli l’imprenditore parla anche della sua fondazione benefica LAPS, fondata nel 2016, e dell’asta di automobili. “Ho messo in vendita due auto che mi stanno molto a cuore. Modelli unici il cui ricavato saranno destinati a Scelgo Giusto, un progetto di recupero di giovani con problemi di tossicodipendenza e rischio di caduta in substrati criminali, e a Connessione vitale, per contrastare le dipendenze digitali».

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“Ho vissuto un’infanzia travagliata – conclude l’imprenditore – ero dislessico, iperattivo, poco studioso, ho subìto abusi e ho avuto problemi di dipendenze. Non è un segreto, queste sono tutte problematiche che conosco da vicino. Quindi ho la consapevolezza che la nostra è una battaglia quotidiana fatta di grande forza di volontà”.

“Differentemente da quello che pensano in molti – conclude – le dipendenze spesso servono a sotterrare i problemi e non a evadere per divertirsi. Io non mi vergogno di parlare del mio passato, queste sono esperienze che fanno parte della mia realtà e, a questo punto della mia vita, non voglio essere quello che piace agli altri, ma una persona vera e onesta con se stessa e con gli altri, con le sue debolezze e insicurezze. Il mio impegno sarà sempre più destinato a chi soffre“.