Luce e pazienza per tenere a bada la paura. Parola di psicoterapeuta

Se ci facciamo prendere dalla paura, rischiamo di indebolire il sistema immunitario e diventiamo vulnerabili. Una ricetta può essere quella di evitare la folla, ma non rinunciare a stare vicino agli alberi, perché la luce naturale è come un farmaco.

Questo il pensiero di Raffaele Morelli, noto psichiatra e psicoterapeuta, che attraverso più canali informativi, comprese, ovviamente, le interviste sostiene che le giornate di inattività forzata che abbiamo davanti possano trasformarsi in un’opportunità.

A chi gli fa notare, ad esempio che la convivenza forzata in spazi ristretti potrà avere conseguenze drammatiche, lui risponde che per aggirare i possibili conflitti diventa importantissimo cercare un proprio spazio, anche fisico, nel quale dare libero sfogo alle passioni, scrivere, disegnare – soprattutto coltivare la pazienza – fantasticare e sognare, perché anche l’immaginazione è un farmaco straordinario. In altre parole, l’aumento della “distanza sociale” non è da considerare un male, specie per i giovani, convinti che rimanere da soli sia un disvalore, ma l’opportunità per riappropriarci della parte più intima di noi stessi per accettarci e migliorarci.

Insomma, senza sminuire la portata di un evento senza precedenti, l’atteggiamento migliore da tenere è conservare la meraviglia e gli occhi aperti sul mondo. Se i bambini – sottolinea in un altro passaggio Morelli – sono capaci di appropriarsi delle regole comportamentali e di tornare a giocare con naturalezza, anche gli adulti devono distogliere il pensiero dal virus. Uno stress profondo, infatti, agisce sul sistema immunitario e la paura del contagio favorisce il contagio.

Da evitare in questi tempi il rischio di ingrassare, perchè la paura genera la produzione di cortisolo, un ormone che a sua volta aumenta l’insulina che stimola il desiderio di cibo, soprattutto piatti salati e dolci.

Un altro consiglio dello psicoterapeuta, rivolto soprattutto alle donne, è di continuare a occuparsi della propria femminilità, provare i vestiti, truccarsi, perché anche la bellezza cura.