Miguel Bosè: amore, figli, droga … ed altre convinzioni

Da cinque anni non concedeva un’intervista. Lo ha fatto con il giornalista spagnolo Jordi Évole ed i contenuti stanno rimbalzando nel mondo.

Amore, figli, droga, Miguel Bosè ha affrontato tutto, senza negare dolori, debolezze e convinzioni. A partire dalla voce … che non è più la stessa di sempre.

Lo so, la mia voce naturale va e viene – ha detto – È un problema di natura emotiva. Ho cominciato a perdere la voce nel momento in cui la mia famiglia… 

Ok, non si chiama famiglia, diciamo che era un accordo di convivenza tra due persone che avevano avuto una relazione e che avevano deciso di mantenere buoni rapporti perché i loro bambini potessero continuare a crescere come fratelli…

I bambini citati sono Diego, Tadeo, Ivo e Elmo, i primi due figli biologici suoi gli altri dell’ex compagno, Nacho Palau, definiti da Bosè nel suo ultimo post pubblicato su Instagram “i miei quattro amori” .

Ecco, quando questa relazione ha cominciato ad andare maleha continuato a spiegare Miguel – quando l’amore non esiste più e anche l’amicizia e la convivenza civile spariscono, quando tutto crolla…

Nel mio caso per discrezione, responsabilità, anche per educazione, prima incassi tutto ma poi esplodi – ha ribadito – Così per me sono incominciati problemi seri. Uno di questi è stata la voce: adesso almeno posso parlare, però sono arrivato proprio a non riuscire ad emettere suoni, zero”.

Un problema che sta passando, perché l’artista si è detto convinto di riuscire a tornare sul palco per la fine del 2022.

Intanto, vive in Messico dove è stato ingaggiato nel talent La vox Mexico dove fa il coach.

Tra gli altri argomenti affrontati, uno particolarmente sensibile: la pandemia. Il figlio di Lucia Bosé e del torero Luis Miguel Dominguin si è dichiarato apertamente negazionista, tanto da voler rilasciare l’intervista senza mascherina, invitando il giornalista a fare lo stesso.

Una convinzione così radicata da rispondere alla provocazione che anche sua mamma Lucia è morta di Covidnon è stato il virus a ucciderla, ma qualcos’altro… Se parlassi direi cose molto pericolose per chi doveva curarla”.

Bosé ha anche assicurato che se la madre fosse viva lo sosterrebbe in questa battaglia.

A proposito del suo passato “ho vissuto anni selvaggi – ha rimarcato – nei quali scoprii la mia parte oscura. Droga, sesso bestiale, sostanze…”.

Tutto iniziò alla fine degli anni ’80, innescato da una delusione d’amorechiamai alcuni amici e dissi loro: ho bisogno di fare festa. Ricordo il primo bicchiere, e poco dopo la prima striscia di coca. Gli effetti mi durarono una settimana”.

La dipendenza dalle dorghe inzialmente non viene percepita come pericolosa, tutt’altro.

Pensavo che fosse una parte necessaria, legata alla creatività. Ma da un giorno all’altro le droghe smettono di essere tue alleate e diventano il tuo nemico. Fino al giorno in cui ho avuto la forza di dire basta… Non uscivo più nei locali, ma mi facevo lo stesso tutti i giorni. Sono arrivato a consumare quasi due grammi di cocaina al giorno, oltre a fumare marijuana e a prendere pastiglie. Solo sette anni fa ho smesso per sempre con tutta questa roba”.

Uno dei tanti passaggi legati alla dimensione familiare, quello dedicato al padre, il torero leggendario, amico di Pablo Picasso e amante di Ava Gardner.

Il loro rapporto non fu facile “voleva da me, figlio primogenito, un erede fatto su misura per lui”.

Nel seguirlo in una battuta di cacciami chiese di sparare a una cerva. Io sparai, la uccisi e al momento di strapparle le viscere, che è quello che si fa per poi portare la cacciagione a casa, scoprimmo che la cerva portava in grembo un cucciolo, gli mancavano solo poche settimane per nascere. Io reagii malissimo, presi mio padre a pugni, gli urlai figlio di puttana e me ne andai. Lui mi diede del codardo, ma io non mollai. Quel giorno papà capì che con me non sarebbe stato facile”.