Ottavio Missoni: 100 anni di genialità

Oggi avrebbe compiuto 100 anni e, per ricordare Ottavio Missoni, è stata anche organizzata una mostra.

Oltre alle splendide immagini che si rincorrono sui social, il Museo MaGa di Gallarate (VA) che nel 2015 dedicò alla Maison un’ampia antologica, presenta il nuovo allestimento della “Sala Arazzi Ottavio Missoni” in sinergia con la Fondazione Ottavio e Rosita Missoni.
 
La sezione, divenuta parte permanente della collezione, conserva grandi arazzi realizzati in patchwork di tessuto a maglia, allestiti in uno spazio immaginato dal figlio Luca Missoni e progettato da Angelo Jelmini.

Ad essere sottolineata la valenza di queste realizzazioni tessili di Ottavio Missoni che, a partire dagli anni Settanta li elegge come esclusiva tecnica di espressione artistica, capace di concentrare trasversalmente materia e colore, sia nella moda che nell’arte.
 
In occasione dei 100 anni dalla nascita di mio papà – ha detto Luca Missoni – ci è sembrato naturale avvalorare l’esposizione dei suoi Arazzi nella sala del Museo a lui dedicata con una narrazione tematica del suo lavoro artistico. Una selezione di studi originali, da sempre disegnati usando pennarelli colorati su carta a quadretti, realizzati per progettare le sue creazioni e i suoi arazzi. Una scelta di tessuti in maglia alcuni dei quali già esposti nel 1975 alla sua prima mostra alla Galleria Il Naviglio di Venezia. Una serie di dipinti policromi in acrilico su tavola creati in forma sperimentale nei primi anni ’70. Parte dell’allestimento presenta la luminosa carriera sportiva di Ottavio, dal 1947 atleta della Società Ginnastica Gallaratese, culminata alle Olimpiadi di Londra del 1948 con la finale nei 400 metri ostacoli”.

Per chi lo ha conosciuto e commentato, Ottavio Missoni è sempre andato di corsa. Nello sport e nel suo percorso artistico-imprenditoriale.

E’ stato, infatti, atleta, soldato, esule, attore, stilista, artista ed in ogni settore ha lasciato un segno.

Ricorda la figlia Angelaqualcuno mi chiede cosa avrebbe detto adesso papà. Per gli 85 anni mi confessò: Sono entrato nell’ottantacinquesimo anno di età e non ci vedo niente di buono. Ecco, credo che ripeterebbe che non ci vede niente di buono.

Ottavio Missoni era nato a Ragusa e cresciuto a Zara che aveva dovuta lasciare due volte: da bambino e, poi, da esule. Più atleta che studente, conquista visibilità, alle Olimpiadi di Londra del 1948 e nella capitale inglese conosce la futura moglie, Rosita Jelmini.

Nata da una famiglia varesina di fabbricanti di tessuti e la sposa nel 1953.

Dopo si trasferisce in Lombardia. Nascono tre figli in quattro anni: Vittorio, Luca e Angela.

Nella casa-laboratorio di Sumirago, in provincia di Varese, inizia l’avventura che farà dei Missoni i protagonisti della moda italiana e gli ambasciatori del made in Italy nel mondo.

In tre anni, in piena contestazione giovanile, sfondano la porta della moda: la prima sfilata al Teatro Girolamo di Milano, la sfilata happening nel 1968 seguita dalla discussa presenza a Palazzo Pitti con una collezione innovativa.

Firenze non li vuole più perché hanno osato far sfilare le modelle quasi senza biancheria intima, l’ambiente italiano della moda non si è accorto che a Parigi Yves Saint Laurent ha appena lanciato il nude-look.

Nel 1969 i Missoni invadono gli USA, conquistano i grandi magazzini, aprono una boutique a New York. Lo stile è speciale, diverso dagli altri stilisti; certi modelli rompono gli schemi, con loro anche il patchwork diventa grande moda e i modelli di Ottavio vengono accostati all’opera d’arte.

Arrivano l’Oscar della moda a Dallas e una mostra a Venezia, alla Galleria Navigli, in cui i tessuti sono esposti come quadri.

I Missoni disegnano i costumi per una prima della Scala (Lucia di Lammermoor di Donizetti), e anche gli interni per un modello dell’Autobianchi, la Y10.

Ottavio muore nel maggio del 2013, a 92 anni. Se ne va schiacciato dalla tragedia: pochi mesi prima il figlio Vittorio era scomparso nel mare dell’arcipelago di Los Roques, al largo del Venezuela. L’aereo turistico sul quale viaggiava con la moglie e una coppia di amici era precipitato inabissandosi. Troveranno il relitto a giugno, con tutti i corpi all’interno.

Sottolinea sempre la figlia Angela, 62 anni, alla guida dell’azienda “mamma sta valutando la possibilità di fare una mostra a Venezia a settembre su Ottavio e sui Missoni. Papà aveva conservato i disegni e i bozzetti dei suoi modelli dal 1950 in poi. Venezia è un po’ l’altra nostra città“.

Il ricordo è anche passato, recentemente, per la televisione. Della serie Made in Italy, trasmessa in prima serata su Canale5, ne parla ancora Angela. “All’inizio non volevo che qualcuno impersonasse i miei – ammette – Poi ho collaborato ai dialoghi perché fossero il più possibile veri“.