Selfie, in quarantena si è esagerato…

Dicono che il tempo dei selfie sia finito, che adesso per essere “very cool” si debbano fare le storie di Instagram o i video di Tik Tok. Eppure i social sono pieni di “facce”. Soprattutto in queste settimane di lockdown, con più tempo a disposizione, le persone si sono selfate come non mai.

E gli psicologi continuano a lanciare l’allarme: il “selfie” può diventare patologico. Prima c’erano le foto, scatti che immortalavano momenti felici, con gli amici o in famiglia, magari un panorama o un momento. Adesso ogni scusa è buona per farsi una foto, e in quarantena c’è stata l’apoteosi: dal bagno alla cucina, dal divano alla torta appena sfornata, passando per la camera da letto. E come rinunciare a uno scatto con la mascherina e i guanti? La situazione è sfuggita di mano a parecchi. Male, perché chi abusa della fotocamera soffrirebbe di un “desiderio ossessivo compulsivo” di fotografarsi solo ed esclusivamente con lo scopo di postarsi per compensare così la mancanza di autostima. L’ossessione del selfie perfetto rivela infinite fragilità e importanti vuoti, colmati solo in parte e temporaneamente dai “like”.

E la cosa si aggrava decisamente quando la cosa riguarda la coppia. Come è stato scoperto da uno studio, chi vive una relazione “veramente” stabile, appagante e sincera, non ha bisogno di dimostrarlo proprio a nessuno e tiene alla propria privacy.

Gli esperti continuano a lanciare l’allarme, in pochi raccolgono l’invito ad essere meno “drogati” di foto però.